Oggi, 30 luglio, si celebra la Giornata Internazionale dell’Amicizia (International Day of Friendship), ricorrenza proclamata nel 2011, durante la 65° sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con l’idea che l’amicizia tra popoli, paesi, culture e individui sia in grado di stimolare iniziative di pace e costruire ponti tra le comunità.

La risoluzione è stata approvata da più di  50 Paesi, con l’intento comune di coinvolgere i giovani, che saranno i leader di domani, nelle attività finalizzate ad abbracciare culture differenti, per promuovere la comprensione reciproca e il rispetto della diversità, riconoscendo la pertinenza e l’importanza dell’amicizia come sentimento nobile e prezioso nella vita degli esseri umani di tutto il mondo.

Per queste ragioni l’Assemblea Generale invita a festeggiare ogni 30 luglio, Giorno Internazionale dell’Amicizia, in conformità con la cultura e i costumi di ogni comunità locale, nazionale e regionale, con attività educative e d’apporto alla coscienza  pubblica, esortando altresì i governi, le organizzazioni internazionali e gruppi della società civile ad organizzare eventi, attività e iniziative per collaborare con l’intera comunità internazionale alla promozione del dialogo tra civiltà, degli ideali di solidarietà, comprensione reciproca e riconciliazione.

Prendendo come spunto la Giornata odierna e per approfondire le tematiche sui cui getta luce, si consigliano le letture: “L’amico ritrovato” di  Fred Uhlman, toccante storia di amicizia tra un ragazzo ebreo di nome Hans Schwarz e il coetaneo tedesco, Konradin von Hohenfels; “Un fucile troppo grande” di  Gina Basso, la cui trama è basata sull’amicizia che lega tre ragazzi: Alì palestinese, Cristina e Jonathan israeliani; “Guglielmo e Mabruk” di  Mino Milani, un libro per ragazzi quanto mai attuale, la storia di due giovani che, scampati alla battaglia che avevano cominciato come nemici e che hanno finito da amici, lasciano i luoghi della guerra per quelli della pace e “Il bambino con il pigiama a righe” di John Boyne storia dell’amicizia che nasce tra Bruno, un bambino di nove anni il cui padre è comandante di un campo di sterminio e Shmuel, bambino polacco che sta dall’altro lato della rete, nel recinto, prigioniero.