Oggi, 17 ottobre, si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà, ricorrenza istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 22 dicembre 1992, tramite la risoluzione 47/196. Con essa si ribadisce che la povertà costituisce una violazione dei diritti umani e la necessità, dunque, di cooperare per garantire che questi diritti siano rispettati. Un giorno per promuovere la consapevolezza della necessità di sradicare la povertà e l’indigenza in tutti i paesi; una giornata che offre l’opportunità di riconoscere lo sforzo e la lotta quotidiana portata avanti delle persone che vivono in condizioni di povertà, ma che costituisce anche una possibilità per tutte queste persone di portare le loro preoccupazioni e necessità al centro del dibattito internazionale, mettendo a disposizione la loro esperienza per contribuire alla lotta per l’eliminazione della povertà stessa, tematica che deve necessariamente rimane al centro dei Millennium Development Goals (MDG) e dell’agenda di sviluppo post-2015 .

A tal proposito, tema dell’edizione 2014 della Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà è “Non lasciare nessuno dietro: pensare, decidere e agire insieme contro la povertà estrema”, focus che sottolinea l’importanza della sfida di individuare e assicurare la partecipazione delle vittime della povertà estrema e dell’esclusione sociale nell’ Agenda per lo sviluppo post-2015, che andrà a sostituire gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. La commemorazione ufficiale che avrà oggi luogo presso la sede delle Nazioni Unite sarà quindi un’occasione per riconoscere le persone che vivono in povertà come partner fondamentali per combattere le sfide di sviluppo che abbiamo di fronte.

Ancora in atto, inoltre, è il piano per il secondo decennio delle Nazioni Unite per l’eliminazione della povertà (2008-2017), proclamato dall’Assemblea Generale nel 2007, al fine di ribadie che l’eradicazione della povertà costituisce la più grande sfida globale e un requisito fondamentale per lo sviluppo sostenibile, in particolare per i paesi in via di sviluppo. Il secondo Decennio mira così a sostenere in modo efficiente e coordinato gli obiettivi di sviluppo internazionali relativi al tema e riconosce l’importanza di mobilitare risorse finanziarie per lo sviluppo a livello nazionale e internazionale, sostenendo che la crescita economica, supportata da un aumento della produttività e un ambiente favorevole, è di vitale importanza per l’aumento del tenore di vita.

Secondo un nuovo rapporto delle Nazioni Unite, ad oggi circa 805 milioni di persone nel mondo, una su nove, soffrono la fame. Un numero spaventoso, ma che comunque evidenzia un trend positivo: a livello globale, il numero di persone che soffrono la fame è infatti diminuito di oltre 100 milioni negli ultimi dieci anni e di 209 milioni dal 1990-92. La tendenza generale alla riduzione della fame nei paesi in via di sviluppo significa che l’Obiettivo di Sviluppo del Millennio (MDG) di dimezzare la percentuale di persone denutrite entro il 2015 è davvero a portata di mano: 63 paesi in via di sviluppo hanno già raggiunto l’obiettivo e altri 6 sono sulla buona strada per raggiungerlo entro il 2015.

L’annuale rapporto dell’ONU sullo Stato dell’insicurezza alimentare nel mondo (SOFI 2014) ha evidenziato come l’accesso al cibo sia migliorato in modo rapido e significativo in quei paesi che hanno sperimentato un progresso economico globale, in particolare in Asia orientale e sud-orientale. L’accesso al cibo è migliorato anche in Asia meridionale e in America Latina, ma soprattutto nei paesi con adeguate reti di sicurezza sociale, estese anche alle aree rurali.

Nonostante i significativi progressi, tuttavia, diverse regioni e sub-regioni continuano a restare indietro. In Africa sub-sahariana, più di una persona su quattro è cronicamente sottoalimentata, mentre l’Asia, la regione più popolosa del mondo, è anche quella dove si concentra il maggior numero delle persone che soffrono la fame: 526 milioni.

Fuori tempo massimo per raggiungere l’obiettivo del WFS a livello globale e con il numero delle persone sottonutrite che rimane inaccettabilmente alto, è quindi più che mai indispensabile rinnovare l’impegno politico per combattere la fame e trasformarlo in azioni concrete. Il rapporto della FAO, IFAD e PAM specifica che l’eradicazione della fame richiede la creazione di un ambiente favorevole e di un approccio integrato. Tale approccio prevede investimenti pubblici e privati per aumentare la produttività agricola; accesso alla terra, ai servizi, alle tecnologie e al mercato; e misure per promuovere lo sviluppo rurale e la protezione sociale per i più vulnerabili, in particolare rafforzando la loro resilienza nei confronti di conflitti e disastri naturali.

Per dare il proprio contributo e aiutare le Nazioni Unite ad aumentare la consapevolezza globale sulle tematiche relative alla povertà è possibile utilizzare l’hastag  #EndPoverty, postando il proprio messaggio di solidarietà.

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