Oggi, 13 agosto, si celebra la Giornata mondiale dei mancini (Lefthanders Day). Organizzata per la prima volta nel 1976 dall’associazione “Lefthanders International”, la giornata intende ricordare le disparità passate e presenti tra mancini e destrimani (SCOPRI QUI IL MANCINISMO NELLA STORIA).

Da quella prima edizione ne sono seguite molte altre in tutto il mondo, come si sono moltiplicati gli studi legati al fenomeno. Il 13 agosto si festeggia dunque la giornata dell’orgoglio mancino contro il pregiudizio che nei secoli l’ha contraddistinto. Il consiglio è quello di festeggiare i mancini in modo divertente, invitando amici e parenti ad usare la mano sinistra per un giorno, facendo ‘toccare con mano’ le difficoltà di chi non usa la destra.

Un esperimento simpatico, che potrebbe creare non poche difficoltà ai malcapitati, ma che tra uno scherzo e una risata potrebbe anche sortire inaspettati effetti sulla mente. Uno studio condotto dal dottor Nicki Langer e da suoi collaboratori dei Dipartimento di psicologia e neuropsicologia dell’Università di Zurigo ha infatti dimostrato come “fare il mancino sveglia il cervello”: tramite l’uso della Risonanza magnetica l’equipe avrebbe dimostrato come bastino 2 settimane perché lo stimolo all’uso svegli l’emisfero cerebrale non dominante, addirittura con cambiamenti rilevabili nello spessore della corteccia.

E’ noto da lungo tempo infatti che ciascun emisfero del cervello controlli il lato opposto del corpo, ma è solo nella seconda metà del secolo scorso che il neurofisiologo Roger Sperry ha dimostrato che ciascun emisfero presiede a specifiche funzioni: all’emisfero sinistro (quello più utilizzato dai destrimani) competono essenzialmente le funzioni logico-linguistiche e il pensiero analitico; nell’emisfero destro sono invece localizzate le funzioni visuo-percettivo-spaziali immaginative, musicali e il pensiero intuitivo sintetico che investono quindi il senso dell’orientamento nello spazio, quello delle creazioni artistiche e la conseguente capacità di cogliere la realtà nel suo insieme anziché scomporla nei suoi diversi elementi.

Ciò significa che, essendo la stragrande maggioranza delle persone destrorse, e quindi “controllate” dall’emisfero sinistro del cervello, in generale nella società predomini una preferenza manuale destra e una tendenza al pensiero logico-analitico. Nei mancini, invece, la dominanza appartiene all’emisfero destro, quindi si stabilisce una preferenza manuale sinistra ed una prevalenza del pensiero intuitivo e della creatività, anche se vi sono individui mancini al 100 % e persone che usano magari il piede sinistro per calciare ma la mano destra per scrivere. In questo caso di dovrà parlare di emisfero dominante a seconda del compito che l’individuo dovrà eseguire.

Ma quali le cause della diversa dominanza degli emisferi? Tra le varie ipotesi, quella formulata da Previc e conosciuta come “vestibolo-monoaminergica”, sostiene che la posizione assunta dal feto negli ultimi tre mesi di gestazione sarebbe determinante nell’insorgere o meno del mancinismo: un feto normalmente posizionato rivolgerebbe l’orecchio destro verso l’esterno della pancia della madre, risultando così, assieme all’emisfero sinistro, maggiormente stimolato dai suoni ambientali circostanti. Da ciò deriverebbe la dominanza dell’intero lato destro, manualità compresa. Un’altra ipotesi molto accreditata è sicuramente quella di Geschwind e Galaburda, che indica negli anomali livelli di testosterone propri dei mancini la causa dell’inversione della dominanza emisferica. Un risultato concordante di molte ricerche è poi il fatto che nei mancini è molto più sviluppato il corpo calloso, una struttura centrale del cervello, composta da circa 250 milioni di fibre nervose che collegano i due emisferi. Poiché è proprio grazie al corpo calloso che i due emisferi possono scambiarsi le informazioni e poiché nei mancini e negli ambidestri esso contiene circa 30 milioni in più di fibre rispetto ai destrimani, si suppone che tale trasmissione corticale avvenga nei mancini molto più rapidamente. Questo spiegherebbe, tra l‘altro, la superiorità dei mancini in alcun sport quali il tennis e la scherma che richiedono la rapidissima integrazione dei dati percettivo-spaziali e delle decisioni motorie, nonché la convergenza sul movimento di un solo arto. Di recente, inoltre, alcuni ricercatori dell’Universitá di Oxford (Gb), hanno scoperto e identificato il presunto gene responsabile del mancinismo: l’Lrrtm1, anche in molti sembrano concordare sul fatto che la prevalenza di una caratteristica o dell’altra (la cosiddetta laterizzazione) dipenda più probabilmente dalle pressioni dovute alla selezione sociale che dai semplici mutamenti evolutivi o genetici.

Il mancinismo, insomma, è insomma questione davvero complessa: «Ha una base genetica ma come molti altri aspetti, per esempio il peso e l’altezza, è influenzato anche da fattori esterni» afferma Daniel Geschwind, genetista e neuropsichiatra all’Università della California. “In generale – afferma Geschwind – i mancini hanno un cervello meno asimmetrico, con una maggior distribuzione delle funzioni tra i due emisferi”.

Questo fa si che il mancinismo diventi un’interessante porta d’accesso allo studio della complessa anatomia del cervello e spiega il moltiplicarsi degli studi su di esso condotti. Da anni gli scienziati cercano di comprenderne le cause, di metterlo in relazione con le più diverse patologie, dalla schizofrenia alle difficoltà di apprendimento, dalla dislessia alle deficienze immunitarie, ma c’è anche chi si è soffermato sull’analisi delle più curiose disparità fra destri e mancini: una ricerca australiana ha dimostrato tempo fa che i mancini sono per esempio più abili nei videogiochi, mentre uno studio francese ha rilevato che sono più esposti al pericolo di incidenti e che restano più frequentemente vittime di infortuni. Il motivo? I destrimani hanno costruito un mondo su misura per loro, disegnando attrezzi per rendere più facile la loro vita, complicando invece quella dei mancini. Pulsanti e leve ed altri generi di attrezzi che sono facili da usare per un destrimane possono essere causa di movimenti scomodi o pericolosi per un mancino. Dalle forbici, agli apriscatole, ai coltelli con lama asimmetrica, ma anche la posizione di manopole e pulsanti, la filettatura di una vite, la seghettatura di una lama, l’impugnatura modellata di un oggetto, la stampa sul dorso o sull’etichetta di un libro, hanno tutti una predisposizione per i destri. Certo i mancini compensano avendo dalla loro una sorprendente prontezza di riflessi, con un vantaggio di addirittura di 15/20 millesimi di secondo rispetto alla media. Caratteristica determina anche il loro eccellere negli sport, unitamente ad una spiccata percezione spaziale e al vantaggio dato dalla capacità di disorientare l’avversario con movimenti che non gli appartengono. E se in occidente persino scrivere con la mano sinistra nel 2014 può ancora essere problematico, visto che si rischia di macchiare il foglio passando sull’inchiostro appena steso, i mancini continuano a stupire con la loro velocità di pensiero: il ponte di fibre nervose che collega i loro emisferi cerebrali è infatti più sviluppato dell’11% rispetto ai destrimani che, se pur nessuno studio abbia mai dimostrato significative differenze di quoziente intellettivo, risultano più svantaggiati nelle attività intellettive, creative e di memorizzazione. Pare inoltre che i mancini, avendo dalla loro una spiccata emotività, creatività e un’eccellente percezione dello spazio, siano perfino degli ottimi amanti. Se vi aggiungiamo poi ottime capacità ora oratorie (una ricerca ha dimostrato che nei mancini l’area del cervello impegnata durante un discorso è parecchio più vasta e coinvolge entrambi gli emisferi) e un reddito del 15% superiore rispetto alla media dei destrimani, ecco che abbiamo tracciato il profilo del perfetto rubacuori!

Bimbi, porgete tutti l’orecchio sinistro al mondo! Nessuno più vi discriminerà per questo, anzi…

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