Oggi, 6 luglio, si celebra il World Kiss Day, la Giornata Mondiale del Bacio, festa nata in Gran Bretagna nel 1990, ma presto diffusa in tutto il mondo con l’obiettivo di ricordare, con una giornata ad esso dedicata, quanto può essere importante un bacio: gesto terreno e sacrale al tempo stesso, tra i più universali del comportamento umano, il bacio addensa uno spettro straordinariamente ampio di significati. Nell’immaginario collettivo il bacio si lega strettamente al sentimento d’amore, ma davvero innumerevoli sono i valori simbolici che gli si possono attribuire. I baci fanno infatti parte di precisi rituali e sono espressione di sentimenti di differente natura che contemplano non solo l’amore, ma anche affetto materno e filiale, tenerezza, simpatia, lealtà, gratitudine, compassione, gioia, o dolore. E’ inoltre possibile assistere ad un’evoluzione di significato del gesto negli usi e costumi della civiltà, nel corso del tempo e attraverso lo spazio. Impossibile categorizzarli tutti, come lungi da me vuol essere il tentativo di ricostruirne una cronistoria completa: quello che vi propongo oggi è un breve viaggio nella millenaria storia del bacio!

Le prime descrizioni del “bacio profondo”, quello che comunemente definiremmo “alla francese”, ci arrivano dal greco Aristofane che nella commedia Le nuvole parla di “katàglossos” (da katà = profondo e glossa = lingua). I latini distinguevano invece il “basium”, di cui parla Catullo, “l’osculum” (bacio fra amici, considerato una sorta di consacrazione di lignaggio per gente dello stesso sangue) e il “suavium”, più propriamente il bacio fra amanti. Vi era poi il diritto al bacio, “jus osculi”, un’usanza alla quale si ricorreva, pare, per accertarsi che le donne non avessero bevuto il vino, vietato al gentil sesso. Ancora nel Medioevo si manteneva l’abitudine, tramandata dai romani conquistatori, di baciarsi per salutarsi. Ma il costume era regolato dai rigidi dettami di stampo feudale. Le persone di pari condizione sociale si baciavano sulla testa, sulle guance e anche sulla bocca, mentre un individuo di rango inferiore non si poteva permettere simili libertà con i superiori. Più basso era il rango, più in basso era il posto dove l’inferiore poteva baciare il superiore: partendo dai piedi, man mano che si saliva di rango, si progrediva all’orlo del vestito, al ginocchio e quindi alla mano. Il bacio passionale trova invece in questi anni grossa opposizione da parte della morale religiosa che lo giudicava peccaminoso anche nei rapporti coniugali. Nel diritto medievale, il bacio era utilizzato invece per suggellare il cosiddetto ‘baciatico’, cioè il diritto della fidanzata a ricevere una donazione dal fidanzato, consuetudine derivante anch’essa dalla pratica romana dell’osculum interveniens, il bacio che interveniva a sancire il diritto della fidanzata a ricevere in donazione metà dei beni ricevuti in regalo, in caso di morte del fidanzato. L’uso di baciarsi sulla bocca in forma di saluto tra amici e parenti comincia poi a venir meno dalla fine del XVI secolo, sostituito da regole più sofisticate e distaccate come inchini e riverenze. Nel XVII secolo, che vede il Rinascimento cattolico contrassegnato, tra l’altro, dalla creazione della Compagnia di Gesù, l’anima prevale definitivamente sul corpo, così che questi si distanziano e i gesti d’affetto si fanno più discreti. Nell’Ottocento, il secolo delle buone maniere, nasce poi il “galateo dei baci”: non ci si bacia, né sulla bocca, né sulla guancia, per strada o in pubblico; le ragazze non devono mai baciare per prime; una ragazza per bene si lascia baciare sulla fronte da una persona più anziana, ma non ricambia il bacio a meno che non ci sia molta intimità. Il bacio è cancellato nel modo di salutarsi tra uomo e donna. Il proibizionismo potenzia la componente erotica del bacio sulle labbra, che diventa strumento privilegiato della schermaglia amorosa.

Giungiamo così alle soglie del Novecento, indiscusso protagonista della rivoluzione dei costumi. Del 1896 è il primo bacio del grande schermo (La vedova Jones) cui seguiranno decine e decine di baci indimenticabili tra divi di Hollywood (SCOPRI QUI I BACI PIÙ FAMOSI NELLA STORIA E NELL’ARTE). La sessualità non è più un tabù, il bacio diviene libera espressione dell’amore per un’intera generazione che inneggia all’amore libero come libera espressione del sé. Il bacio diviene un gesto di protesta, un atto di rottura verso la morale conservatrice e perbenista. Scemato anche il fermento degli anni ’60, il bacio è diviene in occidente una prassi abituale. Nasce persino la “filematologia”, la scienza che ha come oggetto di studi il bacio nei suoi vari aspetti (SCOPRI QUI PERCHÈ È IMPORTANTE BACIARSI).

Baci di ogni tipo, “profondità” e forma sono divenuti talmente parte del nostro quotidiano che numerosi intellettuali e sociologi iniziano a sostenere che la contemporaneità stia svilendo il significato profondo del bacio: “Il bacio sulla bocca che nelle fiabe era un gesto magico e nella storia è stato sempre considerato il simbolo dell’amore puro oggi non vale più nulla. E’ un atto commerciale che ha perso il suo valore simbolico. Riflessione moralistica? No, solo constatazione di un salto epocale. Della fine di un’era”. Così il filosofo Franco Ricordi, autore del libro Filosofia del bacio, ha commentato la parabola e il significato di questo fondamentale gesto. “Il bacio è uno dei più grandi atti di libertà dell’essere che ha avuto significati differenti nella storia, nella storia del teatro e della filosofia. E’ lo specchio della società e oggi rappresenta il nichilismo spettacolare in cui viviamo” conclude Ricordi.

Le considerazioni a riguardo sono certamente molteplici e presentano diramazioni pressoché infinite, ma, chiamatemi “romantica”, qualunque sia l’analisi, per me il bacio resta sempre un evento degno di nota.

Non volete dar ragione a me? Bene allora fidatevi della scienza: recenti studi condotti dall’Università dell’Alabama hanno dimostrato che nell’attimo che precede il primo bacio il DNA dei neuroni dell’ippocampo, l’area del cervello che regola i processi di memorizzazione, si “accorge” che qualcosa di straordinario sta per avere luogo e ordina alle sue cellule di bloccare quel ricordo fra i gioielli da custodire in cassaforte. In altre parole il DNA delle cellule dell’ippocampo funge da semaforo: attiva la produzione delle proteine che potenziano la memorizzazione e, attraverso un processo detto di “metilazione”, spegne completamente i geni preposti a sintetizzare le proteine che inibiscono la memorizzazione grazie ad una piccola molecola la quale, agganciandosi ai geni da disattivare, ne impedisce ogni funzionamento. Così, mentre il bacio si consuma, il meccanismo di potenziamento della memoria non trova ostacoli sulla sua strada e può marciare a pieno regime… Il ricordo non si perderà più!

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