Lo scorso dicembre, in occasione della 68esima assemblea generale delle Nazioni Unite, l’Onu ha ufficialmente proclamato il 3 marzoGiornata Mondiale della Natura”, una nuova Giornata Mondiale per proteggere il pianeta dalle minacce che incombono su flora e fauna, a partire dai pericoli legati al commercio di frodo delle specie rare, in grado di generare un giro di affari pari a 14 miliardi l’anno.

La data è stata scelta al fine di celebrare l’adozione della “Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora” (CITES – Convenzione sul commercio internazionale delle specie in via d’estinzione appartenenti alla fauna e alla flora selvatica), firmata a Washington nel 1973 allo scopo di regolamentare il commercio di fauna e flora in pericolo di estinzione, mirando a impedire lo sfruttamento commerciale delle specie in pericolo (prima causa di estinzione, seguita dalla distruzione dell’habitat).

Proclamando la nuova Giornata, l’assemblea generale dell’Onu ha riaffermato il valore intrinseco della vita selvatica e i suoi numerosi contributi al pianeta, dal punto di vista ecologico, genetico, sociale, economico, scientifico, culturale, estetico e educativo, per lo sviluppo sostenibile e per il benessere umano. Ha dunque sottolineato l’importante ruolo della convenzione CITES nell’assicurare che il commercio internazionale non rappresenti una minaccia per la sopravvivenza delle specie animali e vegetali in pericolo e invita tutti gli Stati membri e le organizzazioni interessate, così come i singoli cittadini, a partecipare alla celebrazione dedicata alla vita selvatica. È necessario accrescere l’impegno per lottare contro l’estinzione e per porre fine ai reati contro gli animali, l’ambiente e la natura.

Photo by Martyn Seddon