Oggi, 21 novembre, si celebra la Giornata Mondiale della Televisione, ricorrenza istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite durante il primo Forum mondiale della televisione, nel 1996 (risoluzione 51/205), al fine di sottolineare l’importanza di quello che ormai è divenuto il mezzo di comunicazione di massa più diffuso al mondo e incoraggiare una programmazione incentrata su temi quali la pace, la sicurezza, lo sviluppo economico e sociale ed il potenziamento degli scambi culturali. Contenuti educativi, dunque, che gettino le basi di una programmazione televisiva costruttiva per la pace sociale, capace di trasmettere valori e di diffondere una conoscenza delle diverse culture.

Quella odierna, pertanto, non è una giornata dedicata alla celebrazione dello strumento, quanto piuttosto alla filosofia che esso rappresenta. La televisione è in grado di far scattare l’immaginazione, suscita curiosità, favorisce l’istruzione ed incide sul processo decisionale delle persone. Essa può dunque rivestire un ruolo decisivo nel coinvolgimento di un pubblico globale nelle le grandi questioni che lo riguardano.

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite BanKi-moon, nel suo patrocinio all’evento, ha infatti affermato che “la televisione rimane il medium più affidabile e popolare per l’informazione, la cultura, lo sport e l’intrattenimento. La televisione aiuta a portare il mondo nella vita e nelle case della gente. Con una programmazione di qualità la televisione è in grado di far luce su temi globali e aprire finestre di comprensione su confronti e speranze delle comunità e delle famiglie di ogni luogo.”

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