Oggi, 22 marzo, si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua (World Water Day), una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 allo scopo di mantenere sempre viva l’attenzione sulla critica questione dell’acqua nella nostra era, con occhio di riguardo all’accesso all’acqua dolce e alla sostenibilità degli habitat acquatici.

Obiettivi ribaditi anche durate il recente vertice di Saragozza, svoltosi dal 13 al 16 gennaio 2014, in cui gli Stati membri hanno stabilito i capisaldi in merito al tema della Giornata Mondiale dell’acqua 2014, ossia le relazioni tra “Acqua ed energia”.

Gli Obiettivi posti dalle Nazioni Unite per l’edizione 2014 possono dunque essere così sintetizzati.

• Aumentare la consapevolezza delle interconnessioni tra acqua ed energia

• Contribuire ad un dialogo politico sulla vasta gamma di questioni relative alla connessione tra acqua ed energia

• Dimostrare , attraverso casi di studio, ai decisori politici alcune soluzioni ai problemi di nesso tra acqua-energia e gli impatti positivi di alcune buone pratiche a livello economico e sociale

• Identificare i contributi alle politiche di sviluppo che il sistema delle Nazioni Unite, in particolare UN-Water e UN-Energy, è in grado di offrire;

• Identificare i principali attori da coinvolgere per affrontare i legami e le problematiche fra acqua-energia;

• Contribuire rispetto alle discussioni per gli obiettivi post-2015 a sviluppare le relazioni acqua-energia.

Non a caso il tema delle sinergie fra ”acqua ed energia” viene proposto dalla Nazioni Unite alla vigilia del 2015, un anno ricco di importanti scadenze internazionali, come la conclusione degli obiettivi del Millennio, la proposta da parte delle Nazioni Unite dell’agenda degli obiettivi sostenibili post-2015 e soprattutto di EXPO il cui slogan è “Nutrire il mondo, energia per la vita”.  L’ambizione dell’esposizione internazionale è infatti quella di proporre agli Stati ed alla comunità internazionale proposte e modelli con cui garantire cibo, acqua ed energia per tutti entro il 2030. Una sfida non indifferente, se consideriamo che ciascuna di queste problematiche è strettamente connessa alla crescita della domanda, a fronte di una sempre maggior scarsità o rarefazione delle disponibilità del bene stesso.

La produzione di energia utilizza grandi quantità di acqua, negli impianti idroelettrici, come nei processi di raffreddamento delle centrali e nei processi di estrazione e trattamento dei combustibili; di contro, anche la fornitura di acqua richiede notevoli quantità di energia e in un mondo in cui la domanda futura per entrambe le risorse si intensificherà, il legame che le unisce diventa sempre più una criticità.

Entro il 2035 è previsto un aumento del consumo mondiale di energia pari al 35%, cui si aggiungono le altrettanto preoccupanti stime provenienti dal settore agricolo – il più idrovoro di tutti – che nello stesso lasso di tempo potrebbe crescere di oltre il 50%, arrecando ulteriore pressione sulle risorse idriche.

Ma mettere a rischio le già sovra sfruttate risorse globali – nel mondo attualmente sono ancora 780 milioni le persone senza adeguata acqua potabile e 1,3 miliardi quelle senza elettricità – non saranno però solo gli aumenti demografici e dei consumi. Dure ripercussioni potrebbero arrivare infatti dal global warming e dai cambiamenti climatici indotti, in particolare per quanto riguarda l’intensificarsi dei periodi di siccità. Pericolo segnalato anche per l’Europa, dove è stimato un abbassamento nei livelli dei bacini fluviali meridionali (soprattutto in Italia, Francia e Penisola Iberica) che potrebbero ridursi fino all’80%.

Occorre quindi avere piena consapevolezza del legame inscindibile che lega tra loro energia e risorse idriche: una gestione efficiente e parsimoniosa dell’acqua rappresenta non solo un fondamentale pilastro della protezione ambientale e della sostenibilità nell’uso delle risorse naturali, ma anche – e soprattutto – l’elemento chiave per il mantenimento del benessere socio-economico, per la salvaguardia della salute dei cittadini e, più in generale, per la sostenibilità dello sviluppo di una nazione nel lungo periodo. A sua volta, la scarsità di energia comporterebbe infatti l’impossibilità di soddisfare alcuni bisogni fondamentali dell’uomo, molti dei quali riconosciuti come diritti, tra cui l’accesso all’acqua, al cibo, alla casa, alla salute, al lavoro, all’istruzione, la mobilità sociale etc.

Le Nazioni Unite invitano dunque gli Stati membri a dedicare questo giorno a espletare le raccomandazioni raggiunte con l’Assemblea generale e alla promozione di attività concrete all’interno dei loro Paesi. L’acqua oltre che rappresentare l’elemento costitutivo della vita, è anche un diritto fondamentale dell’uomo e, in quanto tale un bene collettivo, patrimonio dell’umanità. C’è bisogno dell’impegno di tutti! Risparmiare acqua è possibile, grazie alle nuove tecnologie, ma anche e soprattutto a modi di agire più consapevoli.