L’8 settembre, da più di 40 anni, si celebra la Giornata mondiale dell’alfabetizzazione (International LiteracyDay), una ricorrenza che non riguarda unicamente i paesi in via di sviluppo, ma anche gli Stati occidentali, dove analfabetismo di ritorno e illetteratismo sono purtroppo argomenti d’attualtà. Il tema scelto dall’UNESCO per la Giornata 2013 è dunque “Alfabetizzazione per il 21 secolo”, per sensibilizzare l’opinione pubblica verso la cruciale importanza del raggiungimento degli obiettivi di Education for All (EFA) sostenuti dall’UNESCO dal 1946, con la creazione di un comitato per promuovere l’istruzione di base, e fortemente sollecitati dal 2003, anno dell’istituzione del Decennio delle Nazioni Unite per l’alfabetizzazione (UNLD, 2003-2012).

L’alfabetizzazione è molto più di una priorità educativa: è’ l’ultimo investimento per il futuro, e il primo passo per tutti i nuovi literacies nel 21° secolo; un secolo in cui ogni bambino possa leggere e utilizzare questo vantaggio per ottenere l’autonomia.

L’alfabetizzazione è un diritto umano fondamentale e la base di ogni apprendimento; essa fornisce accesso all’istruzione, presupposto indispensabile per eliminare la povertà, ridurre la mortalità infantile, frenare la crescita della popolazione, per il raggiungimento della parità di genere e garantire la pace e la democrazia.E’ il motore di uno sviluppo sostenibile.

L’alfabetizzazione offre alle persone gli strumenti per migliorare il proprio tenore di vita, partecipare alla decisioni della comunità, accedere alle informazioni sulla salute e tutto ciò che li riguarda. Ma soprattutto permette agli individui di capire quali siano i loro diritti come cittadini e come persone. Di qui la sollecitazione a tutti gli stati a rafforzare l’impegno per promuovere l’alfabetizzazione a livello globale e sostenere gli sforzi con le risorse necessarie a raggiungere un reale progresso.

Alla luce di tali presupposti, scopo prioritario della Giornata diviene attirare l’attenzione su un dato allarmante: mentre è riconosciuto ovunque il ruolo dell’alfabetizzazione per l’autonomia e lo sviluppo della persona, nel mondo si contano ancora 776 milioni di adulti analfabeti – cioè, un adulto ogni cinque e per la maggior parte donne – mentre 75 milioni di bambini non sono mai andati a scuola, molti di più la frequentano con irregolarità o l’hanno abbandonata.

137 milioni di bambini e giovani sono analfabeti; il 61% di essi sono ragazze. Due terzi degli analfabeti si trovano in solo 9 paesi e il 47% di essi vivono in India e Cina (rispettivamente il 35% e il 12%). Le nazioni con la più bassa percentuale di alfabetizzazione al mondo sono Burkina Faso (12.8%), Niger (14.4%) e Mali (19%). Dei 776  milioni di adulti analfabeti di tutto il mondo, 141 milioni si trovano nella regione subsahariana del continente africano e dal 1970 ad oggi in questa zona la quantità di analfabeti sopra i 15 anni è andata aumentando; un aumento in parte causato dalla crescita naturale della popolazione, ma che mette in luce un’evidente situazione di difficoltà.

Dalla sua creazione, l’UNESCO ha svolto un ruolo importante nella promozione dell’alfabetizzazione e l’affermazione della sua importanza fondamentale come un diritto umano. Tuttavia la sfida resta difficile. La Giornata Internazionale (8 settembre) è l’occasione per sostenere questo importante obiettivo: l’UNESCO organizza in questa data grandi eventi in tutto il mondo, così come la cerimonia del Premio Internazionale di alfabetizzazione.