Oggi i Paesi di tutto il mondo celebrano la decima Giornata Mondiale del Donatore di Sangue. Istituita nel 2004 dal WHO (World’s Health Organization), ricorre il 14 giugno per la data di nascita di Karl Landsteiner, scopritore dei gruppi sanguigni. La trasfusione di sangue e dei suoi prodotti contribuisce a salvare milioni di vite ogni anno ma occorre una diffusione sempre più capillare di tale gesto volontario, anonimo e periodico.

Ogni anno nel mondo vengono effettuate 92 milioni di donazioni. Quasi il 50% di esse avviene nei Paesi sviluppati, dove però si concentra solo il 15% del totale della popolazione mondiale. Un approvvigionamento adeguato può essere garantito solo attraverso donazioni regolari. L’obiettivo del WHO è che tutti i paesi entro il 2020 abbiano tutte le scorte di sangue da donatori volontari non retribuiti. Oggi accade solo in appena 62 Paesi mentre ancora 40 nazioni sono dipendenti dai familiari e da donatori pagati. Il paese ospitante della Giornata Mondiale 2013 è la Francia, dove la promozione della donazione di sangue volontaria è iniziata dal 1950.

Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha particolarmente a cuore la campagna: ”La donazione del sangue e dei suoi componenti è un atto di solidarietà e di civiltà che offre a milioni di persone la possibilità di continuare a vivere. L’Italia può essere fiera del suo ‘Sistema sangue’. Vvorrei ringraziare gli oltre un milione e 700 mila donatori volontari, le associazioni e federazioni di donatori, i professionisti delle strutture sanitarie, ma dobbiamo fare ancora di più mantenere questi importanti risultati anche in quei periodi, come quello estivo, in cui si registra un calo fisiologico delle donazioni. Per questo le iniziative di sensibilizzazione e di informazione sul tema sono importanti: promuovere la consapevolezza può fare la differenza”.

Il WHO incoraggia tutti i Paesi a raccontare storie di persone le cui vite sono state salvate dalla donazione di sangue, un modo di motivare i donatori regolari per continuare a farlo e stimolare le persone in buona salute che non hanno mai donato, in particolare i giovani, a iniziare. Basta essere in possesso dei requisiti, un po’ di senso civico e un’ora di tempo. In molti Paesi si ha diritto a un giorno di permesso lavorativo retribuito. Tranquilli, anche in Italia. Ovviamente per chi non ha un lavoro precario o ancora un lavoro ce l’ha.

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