Al fine di onorare il coraggio, la forza e la determinazione di donne, uomini e bambini costretti ad abbandonare la propria terra sotto la minaccia di persecuzioni, conflitti e violenze, oggi, 20 giugno, si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato, ricorrenza istituita all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 4 dicembre 2000, in vista del 50 ° anniversario della Convenzione relativa allo status dei rifugiati del 1951.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sofferenze degli esuli e sostenere gli sforzi delle organizzazioni impegnate, il 20 giugno 2001 si è quindi tenuta la prima Giornata Mondiale del Rifugiato. Una giornata memorabile, le cui celebrazioni sono state ispirate al tema del “rispetto”, rispetto per gli stessi rifugiati e per i diritti contemplati nella convenzione del 1951, contenente i principi fondamentali sulla protezione dei rifugiati e i diritti dei popoli costretti a esodi forzati di massa.

Anche prima di tale data, per anni, numerosi Paesi e regioni hanno tenuto eventi analoghi; tra questi il più diffuso era l’Africa Refugee Day, che si celebra proprio il 20 giugno. Con la risoluzione del dicembre 2000, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha quindi espresso la sua solidarietà all’Africa e ai 14 milioni di rifugiati nel mondo estendendo la celebrazione del 20 giugno su scala planetaria.

Da allora, la commemorazione annuale è caratterizzata da una serie di eventi in più di 100 paesi, coordinati dal tema comune scelto di anno in anno dall’UNHCR. Il tema dell’edizione 2014 è “una famiglia lacerata dalla guerra è di troppo”, mentre il volto e la voce per l’Italia saranno quelli di Giorgia, testimonial d’eccezione dello spot UNHCR 2014.

Ma tantissime sono le celebrità che in tutto il mondo hanno prestato il loro volto a sostegno dei rifugiati, nel tentativo di portare all’attenzione dell’opinione pubblica il devastante impatto che la guerra ha su milioni di persone nel mondo.

Per sensibilizzare sui problemi che riguardano i rifugiati e celebrare i contributi positivi da questi apportati alla società, in Australia si celebra addirittura il Refugee Week, un’intera settimana, da domenica a sabato, dedicata alla speranza e alla riflessione sui milioni di rifugiati e richiedenti asilo che, costretti a fuggire da guerre e violenze, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era parte della loro vita. E soprattutto non dimenticare mai che dietro ognuno di loro c’è una storia che merita di essere ascoltata, storie di sofferenze, di umiliazioni ma anche storie di chi vuole ricominciare a ricostruire il proprio futuro.