Oltre 150mila persone hanno invaso pacificamente Firenze, raccogliendo l’invito dell’associazione Libera per la giornata in memoria delle vittime di mafia. Sono arrivati da tutta Italia, con centinaia di autobus e con un treno speciale per dire no alla criminalità, per unirsi all’impegno dell’associazione guidata da don Luigi Ciotti.

Il capoluogo toscano è stato scelto per l’anniversario ventennale della strage di via Georgofili, dove esplose un Fiorino imbottito di tritolo che spegne la vita 5 persone. Ieri il lungo serpentone ha marciato per le strade della città in ricordo di quei morti e di tutte le altre vittime della mafia: durante la marcia vengono letti col megafono i nomi delle 900 vittime a ripetizione continua.

Studenti, giovani, attivisti, semplici cittadini che hanno voluto essere presenti per non dimenticare. Presenti anche il ct della Nazionale Cesare Prandelli, la segretaria della Cgil Susanna Camusso, diversi sindaci tra cui quello di Firenze Matteo Renzi, ma anche i tanti familiari delle vittime, magistrati e forze dell’ordine impegnati quotidianamente nella lotta alla mafia.

“Non uccidiamoli una seconda volta con il nostro silenzio e con la nostra indifferenza” ha spiegato don Ciotti dal palco che poi ha mandato il suo messaggio ai politici: “La mafia è come la peste. Può annidarsi dentro ognuno di noi, e dentro le coscienze addormentate o addomesticate. Dobbiamo unire ciò che le mafie e i potenti vogliono dividere. Mi auguro che le Camere si diano una mossa e si trovi il modo di governare perchè abbiamo bisogno di risposte chiare”. Un pensiero alla manifestazione è arrivato dalla neoeletta alla Camera Laura Boldrini.