Oggi, 27 novembre, si celebra il Thanksgiving Day, o Giorno del ringraziamento, festività di origine cristiana osservata negli Stati Uniti d’America il quarto giovedì di novembre in segno di gratitudine per la fine della stagione del raccolto.

Questa antica tradizione affonda le sue origini nel lontano 1623 quando, dopo aver effettuato il raccolto, il governatore William Bradford dei Padri Pellegrini di Plymouth, nel Massachusetts, ordinò le seguenti parole: “Tutti voi Pellegrini, con le vostre mogli ed i vostri piccoli, radunatevi presso la Meeting House, sulla collina … per ascoltare lì il pastore e rendere ringraziamento a Dio Onnipotente per tutte le Sue benedizioni.” Tuttavia fu solo con George Washington, nel 1789, che venne proclamata una giornata nazionale di ringraziamento, successivamente collocata da Abraham Lincoln, nel 1862, al quarto giovedì di novembre, data che da quel momento è rimasta sempre uguale e dichiarata, nel 1941, “festa nazionale”.

Da allora nel giorno del ringraziamento, in tutte le città americane si svolgono parate con carri allegorici e festeggiamenti di ogni tipo. Il Presidente degli Stati Uniti è solito celebrare il giorno di festa mangiando con i soldati, mentre le famiglie americane si riuniscono per festeggiare insieme e ringraziare di ciò che hanno. La festa è molto sentita, e in tutte le case si preparando pranzi elaborati, il cui piatto principale è il classico tacchino (scopri qui le origini del tacchino a tavola), che in ogni famiglia viene cucinato secondo la propria ricetta “segreta” e accompagnato da salsa gravy, puré di patate, patate dolci, salsa di mirtilli, verdure e torta di zucca; una vera prelibatezza, che viene spesso offerta ai vicini di casa ed alle persone meno fortunate.

Il tacchino è divenuto simbolo della festa quale animale allevato dai Nativi Americani nel territorio della colonia di Plymouth (dove arrivarono i primi Padri Pellegrini, nel 1621). Furono infatti proprio i Nativi a indicare loro quali coltivazioni e quali animali da allevamento potevano garantire sufficiente sostentamento alla colonia: granoturco e, per l’appunto, il tacchino, senza i quali la comunità difficilmente sarebbe sopravvissuta ad un secondo anno di stenti.

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