Per onorare il Giorno della Memoria 2015, questa sera, ore 21, al Parco della Musica di Roma va in scena “Tutto ciò che mi resta  -  Il miracolo della musica composta nei lager”, concerto a cura del professor Francesco Lotoro, che da 25 anni si dedica al recupero degli spartiti composti nei lager nazisti. Tra gli oltre sei milioni di ebrei deportati nei campi di sterminio vi erano infatti numerosi musicisti, oltre 1600, secondo gli studi di Lotoro, ai quali si deve la composizione di oltre 4 mila partiture musicali, “solo il 10 per cento delle quali totalmente recuperate, circa 500 composizioni“spiega il professore.

Nei lager si suonava per i prigionieri e per le guardie, in auditorium improvvisati, in sale adattate a teatro, nel circolo ufficiali, in occasione delle visite della Gestapo e all’arrivo dei treni dei deportati: “A Birkenau un’orchestrina accoglieva i convogli destinati alla gasazione, suonando musica nazionale di chi arrivava”. “Ad Auschwitz – racconta Lotoro – c’erano sei orchestre, di cui una femminile e persino un’orchestrina jazz. A Buchenwald un’orchestra di 83 strumenti, bande di ottoni e cori, a Nienburg am Weser fu possibile eseguire la Nona sinfonia di Beethoven con 150 elementi. Altrove, invece gli strumenti erano pochi. Non mancano mai però quelli poveri: chitarra, fisarmonica, persino ocarina”. Così, se alcuni avevano l’opportunità di essere sollevati dai lavori più pesanti per suonare nelle occasioni ufficiali o per l’intrattenimento delle guardie, altrove la musica è sopravvissuta su sacchi di juta e su fogli di carta igienica: “A Westerbork, nei Paesi Bassi, i deportati dovevano coltivare patate: tiravano i pentagrammi sul terreno, componevano, ognuno ricordava un segmento che la sera veniva raccolto su un pezzo di carta igienica. Così è stato creato il Salmo 100 di Hans van Collen”.

Questa sera, quelle musiche “che l’atrocità nazista non riuscì a distruggere e che oggi contribuiscono a ricordarci, con la forza della musica, uno dei momenti più bui della nostra storia“, rivivranno grazie all’interpretazione di un cast di artisti internazionali: da Andrea Satta, leader dei Têtes de bois e figlio di un deportato a Auschwitz, alla violinista Francesca Dego, dalla cantante  yiddish Myriam Fuks al violinista Roby Lakatos, fino al coro HaKol e ai  Solisti dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, oltre ad ospiti d’eccezione  come l’eclettica cantante tedesca Ute Lemper e Marco Baliani. Musiche che “fanno parte del patrimonio culturale del Novecento“, afferma Francesco Lotoro e che risuoneranno questa sera, all’Auditorium del Parco della Musica di Roma (ore 21, diretta su Rai5), grazie al progetto ideato da Viviana Kasam in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la Fondazione Musica per Roma.

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