L’Italia sembra vantare un triste record in Europa: quello di avere tra i tassi più alti di giovani che hanno una fascia d’età compresa tra i 15 e i 24 anni e che non solo non studiano ma non hanno neppure un lavoro. Si tratta di quelli che sono stati definiti Neet e che in Italia sarebbero 19,9 per cento contro una media europea dell’11,5 per cento.

All’interno di questa indagine pubblicata dalla Commissione (indagine su occupazione e su sviluppi sociali in Europa), l’Italia è anche il Paese con il più alto numero di lavoratori autonomi (più del 22,6 per cento), in cui aumenta il numero di persone in condizione di povertà estrema (11, 9 per cento) e in cui la differenza tra uomini e donne che lavorano si attesta attorno al 20,1 per cento.

Per quanto riguarda sempre la disoccupazione giovanile nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 24 anni, nel 2016 si è verificato un piccolo caso rispetto all’anno precedente (37,8 per cento contro il 40,3 per cento del 2015). Nonostante il calo però, l’Italia resta comunque terza in Europa, seguita solo da Grecia e Spagna. Quando i giovani riescono a trovare un’occupazione, il 15 per cento di essi ottiene un contratto atipico, ha un alto tasso di rischio di essere precario e se ha meno di trent’anni guadagna, in media, il 60 per cento in meno di un lavoratore che ha più di 60 anni.

Tutti dati che sembrano ripercuotersi anche sull’età in cui si va via da casa: in Italia essa si assesta attorno a 31/32 anni contro la media europea di 26 anni.