L’ex boss della mafia Giovanni Brusca detenuto dal 20 maggio 1996 ha potuto trascorrere le feste di Natale con i familiari a seguito di un permesso premio accordato dalle autorità giudiziarie. Nel corso della licenza il collaboratore di giustizia, soprannominato lo “scannacristiani” per la sua ferocia, è stato sorvegliato dagli agenti del gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria.

Già nel settembre 2010 i permessi premio concessi a  Giovanni Brusca a partire dal 2004 erano stati sospesi a seguito di un’inchiesta della Procura di Palermo. Il sospetto degli inquirenti era che il boss usasse le licenze per affari illeciti. Brusca era poi stato prosciolto dall’accusa, riprendendo a godere di 5 giorni di libertà vigilata al mese. L’amministrazione penitenziaria ha però categoricamente smentito le voci circolate nei giorni scorsi su una possibile scarcerazione imminente dell’ex capo mafioso.

Prima del 2020 Brusca non potrà abbandonare il carcere. L’ipotesi degli arresti domiciliari per ora è stata scartata e il pentito ha già fatto rientro nel carcere di Rebibbia. In questi giorni Brusca dovrà testimoniare al processo sulla trattativa Stato-mafia in corso a Palermo che lo vede imputato insieme a Totò Riina e a Leoluca Bagarella.

La decisione di concedere permessi premio all’ex boss ha fatto discutere perché è arrivata a pochi giorni dal ventesimo anniversario dell’omicidio di Giuseppe di Matteo, un bambino figlio di un pentito strangolato e sciolto nell’acido l’11 gennaio del 1996 su ordine di Brusca. L’omicidio, solo uno delle centinaia confessati dal malavitoso, è stato commesso dopo un sequestro durato 26 mesi che aveva l’obiettivo di intimidire il padre Santino Di Matteo, spingendolo a interrompere la collaborazione con la giustizia. Nei giorni scorsi in un’intervista al quotidiano cattolico Avvenire Di Matteo, uno degli artefici della strage di Capaci, ha rievocato il brutale omicidio del figlio usando toni durissimi nei confronti di Brusca:

Non posso perdonare Brusca, non ce la faccio. Brusca non è una persona, non ha nulla di umano. Io dico solo “Padre buono perdonalo tu, io non ho questa forza”.