Finora le uniche date che conoscevamo del Giubileo consacrato alla misericordia voluto da papa Francesco erano l’8 dicembre 2015 – in questa data verrà aperta la Porta santa della Basilica di San Pietro – e il 20 novembre 2016 – ovviamente è il giorno in cui si chiuderà l’evento. Ora sappiamo che altre 23 date sono da segnare sul calendario.

Il 24 aprile ad esempio c’è il raduno dei ragazzi tra i 13 e i 16 anni – in aggiunta alla Giornata mondiale della gioventù di Cracovia dal 26 al 31 luglio 2015. E poi l’incontro con il volontariato il 4 settembre, quello con gli ammalati del 12 giugno, i catechisti e le catechiste (25 settembre), quello con i sacerdoti del 3 giugno (Festa del Sacro Cuore di Gesù) – per i diaconi c’è il 29 maggio -, quello con i carcerati del 6 novembre. Da ricordare poi, dopo la cerimonia a San Pietro, l’apertura delle altre porte sante: il 13 dicembre toccherà a San Giovanni in Laterano e nelle basiliche diocesane del mondo, l’1 gennaio a Santa Maria Maggiore, il 25 gennaio a San Paolo fuori le Mura.

Come avrete capito – e ha spiegato oggi in conferenza stampa l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione al quale è affidata l’organizzazione del Giubileo – questo sarà il primo giubileo nel quale ogni diocesi potrà aprire una porta santa: “Questo significa che i pellegrini saranno molti di più rispetto a quelli che verranno a Roma, dove comunque si attende un flusso consistente“.

Per avere tutto sotto controllo è già in rete il sito internet ufficiale del Giubileo – www.iubilaeummisericordiae.va. C’è tutto quello che volete sapere sull’evento, ed è scritto in sette lingue: Italiano, Inglese, Spagnolo, Portoghese, Francese, Tedesco e Polacco. Rispetto all’ultimo Giubileo, quello del 2000, quello che inizierà alla fine di quest’anno un evento più aperto ai social network. Sono previsti profili dedicati su Facebook, Twitter, Instagram, Google Plus e Flickr.

Un’ultima annotazione: il logo del Giubileo mostra il Figlio che si carica sulle spalle l’uomo smarrito, ed è opera del padre gesuita Marko Rupnik.