Se non avevate preparato un coccodrillo allora vuol dire che non lavorate nel mondo dell’informazione. Sarò cinico e senza cuore, ma la morte di Giulio Andreotti era attesa da molto tempo.

E’ spuntata all’ora di pranzo. Quattro parole. E’ morto Giulio Andreotti. Con lui se ne va un pezzo di storia del nostro Paese (e un triliardo di segreti…), ma non aspettatevi lacrime dal popolino. Uno dei commenti più utilizzati è piuttosto eloquente: “Era ora”.

Sperando che la Boldrini non li veda mai, vi consiglio di fare un giro su Twitter. Date un’occhiata ai tweet sul buon Giulio. Lasciate perdere le cazzate e focalizzatevi sui migliori. In questo momento l’arte della satira vive sui social. Ci sono personaggi capaci di racchiudere in 140 battute frasi che nulla hanno da invidiare agli mitici aforismi dei giganti del passato.

Se già non lo fate, buttate l’occhio qui: @frandiben, @ItsCetty, @lddio, @LiaCeli, @matteograndi. Ho scelto personalmente questi 5, ma ce ne sono altrettanti e forse più che hanno scritto cose egregie. La mia non è una classifica, ma solo uno spunto. Vi basta andare su #Andreotti per trovare un mondo di battute al vetriolo.

Qui sotto uno dei migliori tweet che stanno girando. Firmato il @TristeMietitore. Satira, humor nero, umorismo inglese. Chiamatelo come volete. Se sai ridere della morte, allora vuol dire che sai ridere anche della vita. “L’umorismo è scoprire il ridicolo anche nella morte”. Non lo dico io. Lo diceva Raimondo Vianello. Scusate se è poco.

Silvio De Rossi su @Twitter@Facebook

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Giulio Andreotti morto: scompare oggi un pezzo di storia della politica italiana.

photo credit: Adescalco Marangoni via photopin cc