La morte di Giulio Andreotti ha portato alla reazione di molti politici, di qualsiasi schieramento. E mentre il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si mantiene su una posizione neutra, c’è chi invece prende in pieno le sue difese come Silvio Berlusconi: “E’ stato demonizzato dall’odio della sinistra”.

Pier Ferdinando Casini, segretario dell’Udc: “Giulio Andreotti è stato la DC, pur non essendo stato mai stato segretario della Democrazia Cristiana – le sue parole – Andreotti è stato la politica: ha condensato il bene e il male. Una personalità straordinaria. Uno statista internazionale conosciuto in tutto il mondo. Un cattolico vero. Un grande statista che ha sempre creduto nelle istituzioni”. Piange, invece, l’ex ministro Paolo Cirino Pomicino: “Al di là delle numerose critiche interne aveva un prestigio internazionale che raramente politici italiani hanno ricevuto. È stato un artefice della ricostruzione del Paese, un pezzo di vita di questa nazione che collaborò con uomini come De Gasperi, Fanfani e Moro”. Il suo ex avvocato, Giulia Bongiorno: “Sento una mancanza enorme, se ne va una persona speciale. Chi lo conosceva ne sentirà un’immensa mancanza”.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: “Sulla lunga esperienza di vita del Senatore Giulio Andreotti e sull’opera da lui prestata in molteplici forme nel più vasto ambito dell’attività politica, parlamentare e di governo, potranno esprimersi valutazioni approfondite e compiute solo in sede di giudizio storico. A me spetta in questo momento rivolgere l’estremo saluto della Repubblica a una personalità che ne ha attraversato per un cinquantennio l’intera storia, che ha svolto un ruolo di grande rilievo nelle istituzioni e che ha rappresentato con eccezionale continuità l’Italia nelle relazioni internazionali e nella costruzione europea”. Enrico Letta lo definisce protagonista della democrazia italiana, Angelino Alfano “Uomo politico abile, straordinariamente intelligente, talvolta controverso”. La difesa più forte arriva però da Silvio Berlusconi: “Contro la sua persona, la Sinistra ha sperimentato una forma di lotta indegna di un Paese civile, basata sulla demonizzazione dell’avversario e sulla persecuzione giudiziaria: un calvario che Andreotti ha superato con dignità e compostezza, uscendone vincitore. Quello usato contro di lui è un metodo che conosciamo bene, perchè la sinistra dell’odio e dell’invidia ha continuato a metterlo in campo anche contro l’avversario che non riusciva a battere nelle urne. Per questo auspichiamo che agli anni della demonizzazione segua finalmente una pacificazione, di cui il governo appena insediato possa rappresentare il giusto prologo”.