Resi noti i risultati dell’autopsia effettuata sul ricercatore italiano ucciso in circostanze misteriose in Egitto. Come riporta Repubblica.it, Giulio Regeni sarebbe stato “marchiato e seviziato dai suoi aguzzini”. Nessun incidente, dunque, ma una tortura su cui le autorità italiane vogliono far luce al punto che nelle prossime ore gli inquirenti incontreranno gli investigatori egiziani. Perché, come hanno detto i genitori di Regeni, “è stato il suo corpo, riconoscibile solo dalla punta del naso, a rimandare indietro ogni depistaggio e a stroncare il tentativo di accreditare che fosse drogato o vittima di un incidente stradale”.

Giulio Regeni massacrato con calci e pugni

225 pagine di esame autoptico che mostrano come i suoi aguzzini gli avrebbero rotto persino denti ed ossa. E poi quel particolare agghiacciante: le lettere sul suo corpo. “Sulla regione dorsale a sinistra della linea si trovano un complesso di soluzioni disposte a confermare una lettera” scrive il professor Finechi che ha firmato la relazione. Una tortura fatta da veri professionisti che lo avrebbero colpito con calci, pugni, bastoni e mazze così da rompergli denti, scapole, omero destro, polso e dita delle mani e dei piedi. Una morte lenta e dolorosa, una fine atroce su cui le autorità italiane vogliono vederci chiaro. Qualcosa, infatti, non convince.

Caso Regeni e i continui depistaggi

“Ci sembra chiaro che le torture che gli sono state inflitte, i tempi e le modalità dei supplizi che nostro figlio ha dovuto sopportare, non possono che essere l’opera perversa di qualche professionista della tortura [...] È evidente che non possiamo parlare di incidente ma non riusciamo ancora a capire come si possa dubitare che Giulio sia stato torturato; c’è un’azione mirata e sistematica sul corpo del povero Giulio. Azioni che possiamo ricondurre alle modalità già variamente e riccamente illustrate da vari rapporti internazionali, come quelli di Amnesty. So che – per chi vive in Italia – non esiste sistema cognitivo ed emotivo anche solo per riuscire ad immaginare cosa sia successo a Giulio. Ma il suo corpo parla” è il commento della famiglia di Giulio Regeni, dopo aver letto i risultati dell’autopsia effettuata sul corpo del ricercatore italiano ucciso in Egitto.