Frenata brusca e improvvisa nei rapporti tra Italia ed Egitto in merito alle indagini sulla morte di Giulio Regeni, il cui corpo è stato rinvenuto lo scorso 3 febbraio lungo la strada che porta dal Cairo ad Alessandria d’Egitto.

La commissione parlamentare egiziana ha infatti respinto le richieste dei pm italiani che avevano chiesto tempo fa i tabulati telefonici del cellulare del ricercatore, le immagini delle telecamere di sorveglianza delle metropolitana utilizzata da Regeni e dei negozi del quartiere in cui viveva nonché l’estradizione di tre persone sospette.

A riferirlo è il parlamentare Tarek al Kholi, segretario della commissione Esteri della Camera egiziana, secondo il quale la decisione negativa è giustificata dall’irricevibilità delle richieste avanzate, in contrasto con la legislazione del Paese.

La sentenza fa crollare tutto il rapporto venutosi a creare durante i tanti contatti avvenuti tra gli investigatori italiani e quelli egiziani. A marzo il procuratore Pignatone e il sostituto Colaiocco erano stati ricevuti al Cairo per un primo scambio di informazioni e poi ad aprile era stato il turno della delegazione egiziana a Roma.

La notizia non arriva del tutto inaspettata, in realtà, perché il procuratore si è sempre mostrato scettico in merito al buon esito di una effettiva collaborazione tra i due team. Di recente era stato pubblicato un report di Amnesty International in cui venivano evidenziati gli innumerevoli casi di tortura che avvengono ogni anno in Egitto, e il caso di Giulio Regeni era stato posto come esempio più noto.

Una ennesima sottolineatura che potrebbe aver infastidito ancora di più il presidente Abdel Fattah al-Sisi, che nonostante avesse auspicato una cooperazione tra Cairo e Roma ha definito i vari attacchi della procura di Roma come dei tentativi di screditare l’Egitto agli occhi dell’Europa.

Adesso per gli investigatori italiani le indagini sulla morte di Giulio Regeni dovranno ricominciare da capo senza i preziosi materiali che erano stati sollecitati. La verità sembra sempre più lontana.