Emergono nuove rivelazioni intorno alla morte di Giulio Regeni, il ragazzo italiano ucciso in Egitto sul finire del mese di gennaio del 2016. Le indagini sono proseguite per oltre un anno, ma al momento gli investigatori italiani non sono ancora riusciti a dare con certezza i nomi dei responsabili della terribile tortura con cui è stata terminata la vita del ricercatore 28enne.

In un’inchiesta da poco pubblicata L’Espresso ha svelato alcuni retroscena, che partono dalle affermazioni dei legali della famiglia Regeni davanti al Senato: il ragazzo sarebbe stato tradito o venduto dagli amici egiziani “per paura o per varie forme di meschinità”.

Stando all’inchiesta sarebbero due le persone maggiormente indiziate. La prima sarebbe stata la migliore amica di Giulio al Cairo, Noura Wahby, già compagni di studi a Cambridge e la prima a porre all’attenzione del pubblico la scomparsa di Regeni con alcuni messaggi su Twitter.

Gli investigatori hanno infatti analizzato una serie di telefonate della Wahby risalenti allo scorso 13 ottobre, giorno in cui Regeni incontrò Mohamed Abdallah, il capo degli ambulanti su cui stava compiendo il suo studio, che lo avrebbe poi consegnato ai servizi segreti.

La ragazza avrebbe fatto varie chiamate a qualcuno che poi avrebbe contattato il quartier generale della National Security. Una circostanza ripetutasi per una quindicina di volte, e non in una sola direzione, con l’uomo che avrebbe chiamato Noura e questa poi subito dopo Giulio. La studentessa però non ha mai voluto parlare con le autorità italiane, che vorrebbero interrogarla, ma ha solo confermato le chiamate, definendole una casualità.

Desta poi interesse il fatto che la scheda sim di Regeni fosse in realtà intestata a lei, oltre che la sua amicizia con l’avvocato Mohamed El Sayed, coinquilino di Regeni che a Natale avrebbe aperto l’appartamento a un ufficiale dei servizi segreti. Anche questi, il secondo sospettato del tradimento di Giulio, avrebbe dovuto essere interrogato dal team italiano, ma dal Cairo non sono mai arrivate le autorizzazioni necessarie.