L’Italia vuole fare chiarezza sulla morte di Giulio Regeni, lo studente morto in circostanze ancora tutte da chiarire in Egitto. Il governo Renzi ha così deciso di mandare una squadra composta da sette uomini, che fanno parte di polizia, carabinieri e Interpol, per seguire le indagini in corso.

Matteo Renzi ha inoltre parlato telefonicamente con il presidente dell’Egitto Al-Sisi e gli ha sollecitato la restituzione all’Italia della salma di Giulio Regeni. Il corpo del giovane studente ucciso si trova in un ospedale al Cairo.

Il mistero riguardo alle circostanze della morte di Giulio Regeni resta comunque lontano dall’essere chiarito. Secondo alcune fonti locali egiziane, il 28enne italiano aveva contatti con il mondo dell’opposizione al governo dell’Egitto e per questo motivo sarebbe potuto essere stato “sorvegliato”.

Il decesso di Giulio Regeni potrebbe essere in qualche modo legato agli scioperi organizzati dall’opposizione a Giza, in occasione del quinto anniversario della rivolta di Tahrir, e lo stesso ricercatore friulano pare che avesse confessato agli amici la paura di essere diventato un soggetto “sensibile” a causa del suo impegno politico.

Come spiega il ricercatore dell’università di Londra Giuseppe Acconcia: “Giulio aveva paura, da settimane chiedeva di firmare i suoi articoli per il quotidiano il Manifesto con uno pseudonimo: non era un attivista ma uno studioso che si occupava del movimento operaio egiziano e delle rivendicazioni sindacali, un argomento rimasto nella zona grigia del “tollerato” dal regime, fino alla morte dell’attivista Shaimaa Al-Sabbagh”.

Non è comunque ancora chiaro cosa sia successo a Giulio Regeni lo scorso 25 gennaio, quando non ha mai raggiunto gli amici per una festa di compleanno presso il ristorante di Gad in Bab el Luk cui avrebbe dovuto partecipare.

Sembra che Giulio Regeni, prima di andare al compleanno, abbia partecipato a una protesta contro il governo e lì potrebbe essere stato fermato da alcuni poliziotti. Secondo la ricostruzione fatta da alcuni media egiziani, l’italiano sarebbe stato poi portato in commissariato. Riguardo a come sia morto le versioni sono invece contrastanti: la polizia, attraverso le parole del direttore della sicurezza di Giza Khaled Shalaby, ha parlato di “incidente automobilistico”, mentre la magistratura l’ha descritta come “una morte lenta”.