Continua il periodo di pausa da privato cittadino del sindaco Giuseppe Sala indagato a Milano per falso ideologico e falso materiale nell’inchiesta sulla piastra di Expo.

Dopo aver rimesso il suo incarico alla vice Anna Scavuzzo il sindaco del capoluogo lombardo sta organizzando la propria difesa consultandosi con gli avvocati.

Nella giornata di oggi è infatti previsto l’incontro tra il legale di Sala, Salvatore Scuto, e i magistrati che si stanno occupando dell’inchiesta: scopo del faccia a faccia è scoprire maggiori dettagli sui reati che vengono contestati a Sala, in particolar modo quale comportamento dell’ex commissario di Expo verrebbe giudicato al di fuori delle norme.

Nel frattempo i legali stanno provvedendo a stendere una memoria, che potrebbe tornare utile nel caso le indagini venissero prorogate, come richiesto dalla Procura. In base a questi fattori Sala prenderà una decisione nei prossimi giorni: tornare al suo posto oppure lasciare il suo incarico.

La prima soluzione è quella auspicata dai sindaci di tutta Italia: in 300 hanno infatti firmato un appello affinché Sala torni sui suoi passi. Il documento verrà poi consegnato a Sergio Mattarella.

Anche Matteo Renzi è di questo parere, e nel corso dell’assemblea del Pd ha avuto parole di esortazione nei confronti del sindaco: “Comprendiamo la sua amarezza, ma chiediamo a Giuseppe Sala di fare ciò che i milanesi gli hanno chiesto di fare.”

Una critica invece arriva da Stefano Parisi, rivale nella corsa elettorale e ora ora consigliere di opposizione: “La reazione di Sala non è stato solo un grave errore politico e un segno di forte mancanza di rispetto verso i milanesi, ma è anche una grave forzatura nel necessario equilibrio dei poteri dello Stato che un sindaco non deve in nessun modo commettere”.

A sorpresa è arrivato anche l’endorsement del governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni: “Beppe sta sbagliando. Senza di lui a rischio tutti i patti per Milano”.