Ha un nome e cognome l’omicida di Giuseppe Balboni, ragazzo di 16 anni scomparso per otto giorni e poi trovato morto all’interno di un pozzo. Doveva vedersi con un coetaneo, poi il nulla. Grazie alle ricerche di vigili del fuoco e carabinieri, che hanno setacciato le campagne di Castello di Serravalle, tra le province di Bologna e Modena, è stato possibile ritrovarlo. Purtroppo era stato ucciso e il suo corpo gettato in un pozzo profondo tre metri.

A toglierli la vita, dunque, un adolescente che ieri ha confessato. Stando alle prime notizie, gli avrebbe sparato un solo colpo mortale con la pistola del padre, detenuta regolarmente. L’omicidio sarebbe maturato al termine di un litigio: i due avrebbero dovuto chiarirsi dopo l’ennesima lite e, invece, il coetaneo – dopo aver aspettato che i genitori uscissero di casa – ha impugnato l’arma per uccidere. Poi ha preso il corpo dell’amico gettandolo in un pozzo a circa 40 metri dalla villetta.

“Sono stato io, lui ce l’aveva con me, ho avuto paura e ho preso la pistola”, con queste parole il giovane ha confessato l’omicidio prima di essere portato al centro di prima accoglienza del carcere minorile. Si indaga sul movente che non convince il pm.

Questa, invece, la lettera della fidanzatina del ragazzo ucciso:

Ti hanno ucciso per niente, non ti conoscevano, ma si sono permessi di toglierti la vita senza nemmeno sapere che tu amavi… Avrei voluto chiederti di sposarmi, di avere una famiglia, ma non potrò più.