“Io mi sono indignata per ogni cadavere che mi è stato consegnato, mi sono ribellata all’idea dell’ineluttabile atroce destino di chi non si rassegna a morire di guerra e persecuzioni”, inizia così il discorso di Giusi Nicolini, ex sindaco di Lampedusa, nel corso della cerimonia di consegna del Premio Unesco per la Pace che si è tenuta poche ore fa a Parigi (e che è stata trasmessa sulla pagina Facebook dell’Unesco). “L’Europa alza i muri non solo col cemento ma anche con l’odio, la propaganda xenofoba e il populismo che dobbiamo combattere più di ogni altra cosa. Fanno finta che sia il mare ad uccidere e non la lucida volontà politica di negare l’ingresso in Europa” ha aggiunto.

Alla sindaca di Lampedusa il Premio Unesco per la Pace

“Lampedusa è stata fortunata perché ha salvato la vita a centinaia di migliaia di persone ma anche sfortunata perché abbiamo visto morti per violenze, caldo sete ed asfissia […] Purtroppo niente è cambiato, si continua a morire in mare, il numero dei morti cresce ed urla vendetta. Sono profughi che subiscono prigionia, tortura e violenza e che non possono essere condotti in porti non sicuri come la Libia” ha concluso l’ex sindaca di Lampedusa (non riconfermata nelle corso delle ultime elezioni comunali, ndr).