Lo stato islamico rende lecito il traffico di organi umani attraverso la fatwa (interpretazione religiosa) numero 98 emessa dal consiglio degli ulema presieduto dal califfo del sedicente stato islamico Abu Bakr al Baghdadi. I guerriglieri di Isis potranno quindi “prendere impunemente gli organi degli apostati perchè (la loro vita) non merita rispetto”.

Il traffico di organi può così diventare un’altra possibile via per finanziare il piano del terrore dopo aver sfruttato il petrolio e il commercio nero di opere d’arte e reperti artistici.  A rivelare la scoperta è Reuters che cita vari testi ritrovati lo scorso Maggio dalle forze americane nella Siria orientale, materiale che pare si trovi ora presso il Pentagono. Il testo riguardante lo scambio e traffico di organi recita “la rimozione di organi che pongano fine alla vita dei prigionieri non è proibita” e l’utilizzo del termine apostata fa comprendere che si rivolge, oltre ai prigionieri cristiani e yazidi, ai mussulmani sciiti che non seguono il vero Islam contemplato da Is.

La raccolta di organi viene permessa sia per trapianti su mussulmani da salvare sia come carne da mangiare autorizzando, in casi estremi, il cannibalismo: “è permessa la pratica del trapianto organi sani nel corpo di musulmani per salvare vite o sostituire un organo danneggiato. (…) Un gruppo di religiosi islamici ha permesso, se necessario, di uccidere un apostata per mangiare la sua carne”

La traduzione di questa fatwa non dimostra il vero mercato di Is verso la raccolta di organi umani ma rende lecita la pratica. Il traffico di organi umani è assolutamente vietato nel Corano e soprattutto dalla Sharia che Is ha preso come costituzione del califfato.