Che la macchina della giustizia in Italia sia lenta è noto a tutti; se qualcuno non ne fosse ancora convinto, sarebbe sufficiente leggere questa notizia, l’ennesimo caso di burocrazia malata fino a superare il limite dell’assurdità.

In provincia di Caserta ci sono voluti 80 anni per accertare la proprietà di un terreno. Proprio così. Si trattava di una causa tra il Comune di Arienzo e la famiglia De Falco. La vicenda giudiziaria è cominciata il 30 giugno 1934, giorno in cui venne fissata la prima udienza. Siamo in epoca fascista, i podestà hanno sostituito i sindaci. E proprio il podestà del piccolo comune campano aveva citato in giudizio il signor Tommaso De Falco, proprietario di un appezzamento di terreno. Dieci ettari che però il podestà riteneva andassero attribuiti al demanio.

Il particolare curioso è l’argomentazione usata per sostenere la richiesta: il terreno spettava ai contadini comunali in virtù del diritto feudale, cioè una sentenza emanata nel 1809, più di un secolo prima. Prima ancora che esistesse il Regno d’Italia, prima addirittura del Regno delle due Sicilie. Infatti si era in piena epoca napoleonica, il Regno di Napoli era retto da Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone. Ma la legislazione napoleonica di due secoli fa è stata ancora presa in considerazione nella sentenza odierna. Infatti è stato rispolverato un documento del catasto francese datato 1801, dove risulta che la proprietà del terreno conteso è della famiglia De Falco.

E così oggi la sentenza del commissariato degli usi civici ha definitivamente stabilito che quel terreno appartiene pienamente alla famiglia. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire. Ma dopo 80 anni chi ha avuto giustizia?

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