Stavano per iniziare i lavori di abbattimento della sua casa. Così un 65enne di Eboli (Salerno), che viva in Campolongo in quartiere di case abusive, è morto d’infarto appena cominciate le operazioni di recinzione del cantiere. L’uomo, che viveva con un sussidio a seguito del trapianto di un rene, è stato portato d’urgenza in ospedale dove, in tutti i modi, i sanitari hanno provato a rianimarlo. Per lui non c’è stato niente da fare e poco dopo è deceduto. “È un grande dolore per tutti noi. Abbiamo ereditato una situazione di abusivismo drammatico ha dichiarato il sindaco Cariello.

Gli abbattono la casa abusiva: “Burocrazia ottusa e formale”

Il pensionato si era costruito un’abitazione, negli anni Ottanta, ad Eboli che condivideva con la moglie e i tre figli. “Ha avuto un infarto fulminante che non gli ha dato scampo. Vedere anni di sacrifici distrutti da una burocrazia ottusa e formale gli ha provocato un dolore immenso” è il commento dell’avvocato del 65enne deceduto. La demolizione, secondo il legale, poteva essere rinviata: “Era la prima e unica casa di proprietà del mio cliente. Tra l’altro in quell’abitazione vivono tre bambini minorenni. Lui poi aveva presentato anche una richiesta di concessione in sanatoria. Ma, prima che il Comune si esprimesse sulla sanatoria, un sostituto procuratore ha disposto la demolizione dell’abitazione”.