In Italia esiste un’organizzazione di legali che presta assistenza gratuita ai senza dimora sia italiani che migranti. Si tratta degli “Avvocati di Strada“, lo studio legale più grande d’Italia in cui lavorano circa settecento avvocati volontari fatturando in compenso una cifra bassissima. L’associazione è nata a Bologna nel 2000 e oggi conta ben quarantuno sportelli in tutta Italia, tra i quali proprio quest’anno si sono aggiunti quelli a Matera, a Brindisi e a Lecce.

I professionisti in questione si occupano di tutte quelle persone che vivono in situazioni di fragilità sociale, di emarginazione, di povertà e che non possono sfruttare il patrocinio gratuito dello Stato non avendo il requisito fondamentale della residenza anagrafica. Ad oggi il presidente nazionale dell’associazione Antonio Mumolo, intervistato dal “Corriere della Sera”,  si dichiara molto soddisfatto del lavoro degli avvocati che dedicano parte del loro tempo a mettersi a completa disposizione dei più poveri affinchè vengano tutelati anche i loro diritti:

Non esistono cause perse. Tutti devono avere una possibilità, la speranza di poter ricominciare, di veder realizzato un loro diritto”.

Il diritto alla residenza anagrafica è quello, per ora, più problematico su cui i legali insistono maggiormente, così come continua a sottolineare il presidente:

“Ancora oggi è la pratica di Diritto Civile che registra più domande. Perché si tratta di un requisito essenziale per i senza dimora, in quanto grazie alla residenza le persone possono uscire dall’invisibilità, possono accedere alle cure sanitarie, possono votare, possono beneficiare della eventuale pensione maturata e così via. Purtroppo i Comuni stentano ad istituirla perché non avendo più capacità di spesa temono di accollarsi ulteriori costi. Ma i diritti garantiti dalla residenza anagrafica, al contrario, alleggeriscono le spese e favoriscono una reale inclusione sociale di quanti vivono in povertà“.

Non meno importante la questione inerente ai minori delle famiglie disagiate che, sempre più spesso, sono costretti ad affrontare situazione difficili:

“Quando una famiglia finisce in strada sono molto alte le probabilità che i servizi sociali tolgano i figli ai genitori per darli in affido o addirittura in adozione. E questo è un problema serio”.