È stata depositata la relazione di 270 pagine che, secondo i periti incaricati, spiegherebbero cosa è avvenuto la notte del 13 gennaio scorso quando la Costa Concordia da nave da crociera è diventata un relitto.

Secondo quanto riportato, le conseguenze dell’impatto sarebbero potute essere decisamente più contenuti se solo fosse stato dichiarato lo stato di emergenze immediatamente e non con 50 minuti di ritardo, come dimostrerebbero le conversazioni portate alla luce grazie alla scatola nera.

Parte della responsabilità dei danni causati dal ritardo è stato stata attribuita alche al Flee Crisis Coordinatori di Costa Crociere, Roberto Ferrarini, che, sempre secondo i periti, non avrebbe gestito adeguatamente la situazione da terra.

L’impatto con lo scoglio è avvenuto alle ore 21:45, alle ore 21:51 e 53 secondi Schettion avrebbe affermato che “la nave può affondare”, consapevole di quanto dichiarato, avrebbe però confermato l’emergenza solo alle 22:51:10.

50 minuti che sono stati fatali per 32 persone che forse si sarebbero potute salvare.

Secondo i periti inoltre parte del personale non era adeguatamente preparato alle operazioni di emergenza, né comprendeva la lingua ufficiale della nave, l’italiano.

Insomma, il disastro della Costa Concordia sembra essere sempre di più il risultato di una lunga serie di errori che, purtroppo, potevano essere facilmente risolti.