Secondo l’ultimo rapporto Censis, le attività marittime in Italia producono beni e servizi per 39,5 miliardi di euro ogni anno.

Questo significa che è responsabile del 2,6% del PIL del nostro paese, per un totale di 213.000 addetti diretti e 265.000 addetti ad attività manufatturiere e terziare indotte.

L’Italia non può permettersi dunque, soprattutto considerando che in questo periodo di crisi il settore della nautica risulta essere in contro tendenza e quindi in crescita, di non investire.

Ecco perché una delegazione della Federazione del Mare, ovvero l’associazione che riunisce sotto il suo controllo le più importati organizzazioni marittime come Assoporti, Spediporto, Confitarma e Assoagenti, capitanata da Umberto Masu, Vice presidente della Federazione del Mare, è in partenza verso Ginevra, dove la Comunità dello Shipping è particolamente attiva soprattutto a livello di scambi con il Mediterraneo.

In Svizzera, Federmare presenterà i punti di forza della nostra economia marittima con la speranza di creare un dialogo e un’alleanza che, in un futuro prossimo, possa permettere al nostro Paese di crescere ulteriormente.