Tanto tempo fa, i marziani e le venusiane si incontrarono, si innamorarono e vissero felici insieme perché si rispettavano e accettavano le loro differenze. Poi arrivarono sulla terra e furono colti da amnesia: si dimenticarono di prevenire da pianeti diversi.

Forte del successo riscontrato nel tour, dopo 27 date, Paolo Migone arriva a Milano con “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”, adattamento teatrale del divertente ed educativo best seller di John Gray, in scena al Teatro Nuovo fino al 21 aprile.

Vincitore del Delfino D’oro alla carriera come miglior cabarettista dell’anno nel 2012, Migone promette di conquistare il pubblico con il suo personaggio dal tipico occhio nero e dalla visione pessimistica della vita, questa volta impegnato nell’ardua impresa di spiegare le principali differenze nel funzionamento di uomo e donna alle prese con le piccole-grandi difficoltà del quotidiano. La messa in scena di Paul Dewandre è infatti ispirata all’illuminante e divertente romanzo di John Gray, basato su un pensiero tanto semplice quanto efficace: gli uomini e le donne hanno due diversi modi di pensare, di parlare e di amare, per cui comportamenti simili assumono per gli uni e le altre significati opposti. 

Siete in macchina, il marziano è al volante. La venusiana consiglia di intraprendere la strada più breve per giungere a destinazione indicando, meglio di un navigatore satellitare, le vie da seguire. Lui è ammutolito e per la seconda volta sbaglia strada. Imprevedibile la reazione di lei: “No, ti avevo detto di girare a sinistra! Lo sapevo, ci siamo persi!” E “l’aiuto” dato ad un uomo in un attimo si trasforma in insulto supremo. Tanto valeva dire: “Non credo che tu sia in grado di portarmi a destinazione!” Ciò accade perché su Venere donare attenzioni e offrire consigli al compagno silenzioso corrisponde ad un gesto d’amore, proprio quello che ogni donna desidera ottenere. Non sanno, invece, quanto sia importante per lui raggiungere da solo il suo obiettivo. Una cosa è sicura: gli uomini e le donne vivono su due pianeti diversi.

Troppo spesso si pensa che l’altro funzioni come noi, dimenticando che è fondamentalmente diverso. L’uomo è sequenziale: quando cuoce la pasta (tanto per citarne una) spesso attende dinanzi alla pentola fino a quando l’acqua bolle senza fare nient’altro. La donna, invece è multifunzionale, farà dieci cose allo stesso tempo, con il rischio di lasciare che l’acqua evapori. Ma allora comunicare è impossibile? Assolutamente no, anzi: capirsi può diventare persino un gioco nel momento in cui si è coscienti delle diversità fra uomo e donna.

Il celebre romanzo da cui è tratta la piece “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere” ha venduto oltre 30 milioni di copie in tutto il mondo e, tradotto in 40 lingue, è rimasto per oltre 6 anni sulla lista dei best seller del New York Times. Negli anni ’90 è stato il libro più venduto al mondo, con la sola eccezione della Bibbia! Laureato in Psicologia presso la Columbia Pacific University, John Gray è riconosciuto a livello internazionale come uno dei più autorevoli esperti nel campo della psicologia relazionale, della comunicazione, dello sviluppo personale e professionale.

Sotto l’esperta regia di Carlo Neri impareremo quindi che l’amore non si deve aspettare come un miracolo ma si può costruire giorno dopo giorno, e che a volte basta davvero poco per stare bene con la persona che abbiamo accanto e dare qualità e gioia alla nostra relazione. L’originalità dello spettacolo sta nel fatto che ricorda le principali differenze di funzionamento tra uomo e donna, sostenendosi su situazioni quotidiane che conosciamo tutti. Risultato? Si ride molto, di se stessi, della propria coppia o dei propri genitori, ma soprattutto, si dispone di nuovi dati per comprendere l’altro sesso e girare in scherno alcune situazioni che possono diventare fonte di discordia. Lo spettacolo non ha lo scopo di condividere “verità”, ma soprattutto aiutare a comprendere l’incomprensibile. Nel pubblico, i sorrisi si sprecano, i colpi di gomiti sono inevitabili, gli sguardi si scambiano, le spalle si avvicinano, e le mani si toccano, mentre il professore descrive tutte quelle situazioni quotidiane, spiegando perché sono frustranti e ciò che si può fare per migliorare la propria qualità di vita.  Le differenze tra uomo e donna non saranno più la causa di continui contrasti, ma, in un vortice di risate, fonte di complicità e comprensione tra i sessi.