Le rivelazioni fatte da Sofia Sabouh – lei era la fidanzata di Gabriele Defilippi – inguaiano Caterina Abbatista. Nell’ultimo incontro tra i due – avvenuto qualche giorno prima dell’omicidio di Gloria Rosboch, Defilippi le avrebbe detto che: “Bisogna far sparire Gloria. Me lo hanno detto anche Obert e mia madre. Io rischio di farmi tre anni di prigione per questa storia della truffa, per colpa della querela. Bisogna farla sparire“. La ventenne di Scarmagno di Ivrea avrebbe detto anche che “Non ho mai detto questa cosa ai carabinieri perché pensavo che Gabriele quella sera mi stesse raccontando delle scuse per lasciarmi e poi sparire. Non gli avevo creduto. Io Gloria non la conoscevo“.

C’è un altro verbale che complica il lavoro dei difensori della madre di Gabriele Defilippi. In questi giorni è stato sentito il figlio tredicenne della donna, che oltre a dire che era terrorizzato da Defilippi e dai suoi atteggiamenti violenti in casa, avrebbe confessato di sentirsi solo e di non essere accudito a dovere dalla madre: “Mamma spesso si assenta dal lavoro, di nascosto ed esce con le amiche, con le colleghe. Me lo ha detto lei. Esce per andare con loro ma con me non ci vuole mai stare“. Il ragazzo è assistito dall’avvocato Andrea Bertano, che adesso intende chiedere l’affidamento esclusivo del tredicenne al padre naturale.

Questa dichiarazione dimostrerebbe che Caterina Abbatista si assentava abitualmente dal lavoro per poi ritornare in ospedale e timbrare l’uscita. Il giorno dell’omicidio – il 13 gennaio – dice di non essersi allontanata dall’ospedale, ma la sua cella telefonica la collega ad Ivrea solo alla fine del turno. Cosa ha fatto nelle ore precedenti? Gli inquirenti stanno ancora lavorando alla risposta a questa domanda. Intanto ieri il tribunale del Riesame di Torino ha rigettato la richiesta di scarcerazione dei difensori della donne, perché come affermano gli inquirenti “gli indizi contro di lei sono gravi e precisi“.