Importanti appuntamenti per il Papa ieri in Brasile  per la Giornata mondiale della gioventù (Gmg), Questa volta, nel corso di un incontro al teatro municipale di Rio, nella cattedrale cittadina e poi in serata sulla spiaggia di Copacabana, si è rivolto direttamente alla classe dirigente del paese, e della Chiesa, e ai giovani che questo mondo dovranno portarlo avanti.

“La leadership sappia scegliere per il bene comune: il senso etico dei dirigenti è una sfida storica senza precedenti. Chi agisce responsabilmente colloca la propria azione davanti ai diritti degli altri e davanti al giudizio di Dio”.

Le parole di Papa hanno riguardato alle questioni che stanno toccando il Brasile in questi giorni sotto forma di proteste facendo sentire la sua vicinanza, “Tra l’indifferenza egoista e la protesta violenta c’è un’opzione sempre possibile: il dialogo. Fondamentale è il contributo delle grandi tradizioni religiose, che svolgono un fecondo ruolo di lievito della vita sociale e di animazione della democrazia”, aggiungendo “La responsabilità sociale e il futuro che richiedono un visione umanista dell’economia e una politica che realizzi sempre più e meglio la partecipazione della gente, eviti gli elitarismi e sradichi la povertà“.

Nel pomeriggio parole per i leader della chiesa, Gesù non ha tenuto attaccati a sé i discepoli come la chioccia con i suoi pulcini, li ha inviati spingendoli a “uscire”, alla “missione”, che non è semplicemente aprire la porta per accogliere, ma è uscire dalla porta, per cercare e incontrare. Con coraggio pensiamo alla pastorale partendo dalla periferia, partendo da coloro che sono più lontani, da coloro che di solito non frequentano la parrocchia. I poveri e quelli che sono lontani sono i veri vip da invitare nelle parrocchie”.

Invitando i porporati anche a “promuovere una cultura dell’incontro”. A volte, ha aggiunto Francesco, sembra che per alcuni, “i rapporti umani siano regolati da due “dogmi” moderni: efficienza e pragmatismo”. Il Papa invece ha chiesto di essere “cultori della cultura della comunione e dell’incontro”.

In serata invece il messaggio ai giovani, due milioni riuniti sulla spiaggia di Copacabana, spingendoli a prendersi un ruolo nella società, Ragazzi e ragazze, per favore, non mettetevi in fondo alla storia, non siate codardi. Gesù non è stato al balcone a guardare la vita, siate protagonisti anche voi”, Usato anche una metafora calcistica, papa Francesco, ha detto che in gioco c’è “qualcosa di superiore della Coppa del Mondo”. E ha rivolto ai giovani l’invito a diventare “i costruttori di una Chiesa più bella e di un mondo migliore”.

Si tratta di “giocare” nella “squadra di Gesù” che offre “la possibilità di una vita feconda e felice” e “un futuro con lui che non avrà fine, la vita eterna”. Ma per farlo ci si deve “allenare” per “essere in forma, per affrontare senza paura tutte le situazioni della vita, testimoniando la nostra fede”. Allenamento che richiede la preghiera, i sacramenti. E poi “l’amore fraterno, il saper ascoltare, il comprendere, il perdonare, l’accogliere, l’aiutare gli altri, ogni persona, senza escludere, senza emarginare”.

E’ quella che Francesco definisce la vita degli “atleti di Cristo” in netto contrasto con quella dei “cristiani part-time” e “inamidati, di facciata”: “Sono certo che non volete vivere nell’illusione di una libertà che si lascia trascinare dalle mode e dalle convenienze del momento. So che voi puntate in alto, a scelte definitive che diano senso pieno alla vita. Gesù è in grado di offrirvi questo”, ha detto il pontefice.

Infine chiedendo ai giovani di raccogliersi in preghiera ha aggiunto: “Ricordatevi di questo momento” ha concluso Francesco prima della messa conclusiva di oggi alle 15, ora italiana, della Giornata mondiale della gioventù di Rio.