Google potrebbe essere costretta a difendersi da una azione legale internazionale organizzata dallo studio Hausfeld, che ha creato Grip, un sito a cui chiunque si senta prevaricato dall’abuso della presunta posizione dominante di Big G può rivolgersi.

Google e lo shopping on line

Il nocciolo della questione ruota intorno allo shopping on line. Provate a digitare, sul motore di ricerca di Mountain View, un qualsiasi oggetto. Ad esempio ‘K Way’.

Tra i risultati, a destra della cosiddetta SERP, compariranno dei risultati sponsorizzati tramite Google Shopping. Ciò genererebbe un vantaggio sleale per la creatura cara a Larry Page e Sergey Brin. Queste le ragioni per cui, ad aprile, la commissione europea ha sporto nei confronti di Google l’accusa di abuso di posizione dominante.

Mountain View, secondo la commissaria danese Margarethe Vestager, epigona di Joaquin Almunia, che aveva avviato la pratica, ha violato le norme della comunità europea. Google potrebbe rischiare una maxi multa. Fino al 10% del suo fatturato, ovvero qualcosa come 6 miliardi di euro.

L’azienda americana, però, non si è scomposta più di tanto, rispondendo per le rime alla commissione europea, tramite una lunga lettera del suo legale, Kent Walker. Google Shopping, dice Walker, ospita una enorme quantità di aziende ed è aperta a tutti. Per questo non limita la concorrenza, ma, anzi, la stimola. Le accuse della commisisone europea sono dunque “sbagliate, da un punto di vista legale ed economico”.

Lo studio Hausfeld, però, insiste. Non ci sono dubbi, da parte dello studio legale che accusa Google, che le pratiche messe in atto da Mountain View penalizzino tanti rivenditori.

“Si tratta di sapere quanto l’atteggiamento di Google abbia penalizzato i rivenditori che non si sono affdati all’azienda americana”.

A breve, dunque, Google, potrebbe essere investita da migliaia di cause, intentante sia da competitor che da piccoli rivenditori. La sentenza della Commissione europea è attesa tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016.