Sarebbe in arrivo oggi l’accusa da parte dell’Unione Europea contro Google, rea di aver abusato della propria posizione dominante sul mercato. Ad annunciarlo dovrebbe essere la commissaria alla concorrenza dell’UE, la danese Margrethe Vestager.

Le indagini in merito alla questione vanno avanti sin dal 2010, e la richiesta di una pesantissima multa potrebbe arrivare dopo due anni di inutili tentativi di trattative da parte del colosso informatico. L’Antitrust UE potrebbe chiedere una sanzione di 6 miliardi di dollari oppure addirittura il 10% dell’intero fatturato dell’azienda, più il cambiamento dei comportamenti messi in discussione dalle investigazioni.

D’altro canto la medesima accusa ha già portato la Microsoft a sborsare una cifra pari a 800 milioni di dollari, mentre la Intel ha dovuto versare 1,2 miliardi per lo stesso reato.

Google occupa quasi il 90% del mercato europeo nella sfera dei motori di ricerca, a fronte di un 68% in campo americano; il Vecchio Continente incide però per circa il 35% sui ricavi globali di Mountain ViewLe accuse rivolte all’azienda riguardano l’utilizzo di contenuti di rivali, fatti passare per propri, ma anche e sopratutto la pratica del favoreggiamento dei propri servizi rispetto a quelli dei concorrenti (e-shop, mappe, viaggi e altri).

Nel caso l’accusa venga ufficializzata, attraverso quella che viene definita una “lettera di obiezioni”, Google avrebbe a disposizione 10 settimane per produrre una difesa efficace.

Analoghe indagini erano state effettuate nel 2013 dall’Antitrust USA, su alcune accuse che era no state archiviate dalla Federal Trade Commision, che aveva deciso di non intervenire. In quel caso l’Antitrust era stato convinto dall’azienda che sarebbe stati effettuati cambiamenti significativi allo scopo di garantire pari opportunità ai propri rivali.

Secondo Gunther Oettinger, Commissario agli affari digitali della Commissione europea, le violazioni contestate a Google si inserirebbe in un più ampio processo di predominio USA rispetto alle piattaforme web, che avrebbe impedito alle società europee di sviluppare analoghe imprese di successo.