Il termine gourmet, tanto in voga negli ultimi anni, deriva dal francese antico “gromet”, letteralmente traducibile con “garzone”, “ragazzo”, “valletto”. Tale significato venne poi incrociato con quello di “gourmand”, ovvero “goloso”, inteso anche in senso dispregiativo (come sinonimo di “ingordo”), in riferimento al peccato capitale della “gola”.

Nella Francia del XVII secolo, il termine gourmet  inizia poi ad acquisire un significato positivo, in riferimento ad una persona dal palato fine, originariamente colui che è addetto alla degustazione di vini, successivamente, per estensione, il buongustaio, un intenditore della buona cucina, un gastronomo, un amante del buon cibo e del buon vino.

Con il tempo, e grazie all’affermarsi della gastronomia, intesa come vera e propria arte culinaria, la parola ha quindi subito un ulteriore slittamento di significato, venendo utilizzata in diversi campi per determinare l’eccellenza di un prodotto (ad esempio il caffè gourmet). Il termine gourmet viene dunque oggi utilizzato in relazione all’arte culinaria e alla haute cuisine, idealmente e quasi filosoficamente associato ad una cucina raffinata, a preparati elaborati e ricercati, nonché alla presentazione di piatti esteticamente curati.

In conclusione, il termine può essere correttamente usato per riferirsi sia ad una persona di gusto raffinato, che ad un esperto del mestiere e all’arte della preparazione e presentazione dei cibi. Può quindi descrivere la “classe” (nel senso di livello) di un ristorante, di un tipo di cucina, di un pasto, di ingrediente o di una presentazione.

Uno chef gourmet è, ad esempio, un cuoco particolarmente talentuoso e di successo; i prodotti gourmet sono quelli considerati di alta qualità; un soggiorno gourmet è un’esperienza caratterizzata dalla degustazione di piatti firmati da chef d’eccezione e gourmet si può dire di tutti quei piatti sapientemente realizzati grazie all’utilizzo di ingredienti di prima qualità.

Il termine venne storicamente nobilitato grazie all’opera di Monsieur Grimod de la Reynière, gastronomo francese e autore della prima guida gastronomica della storia, l’“Almanach des Gourmands”, pubblicata a Parigi tra il 1803 ed il 1812. L’opera segnò ufficialmente l’inizio del giornalismo gastronomico.