Beppe Grillo non parla con i giornalisti italiani ma le sue parole, ormai da molti giorni, riempiono le pagine dei quotidiani, dei settimanali e dei telegiornali nazionali. Costretti a inseguirlo mentre corre in spiaggia o a riportare le dichiarazioni rilasciate ai colleghi stranieri. E, nel  frattempo, a scavare nel suo passato, nei suoi affari e in quelli dei suoi collaboratori. Portando alla luce inquietanti analogie con i discorsi hitleriani o gli strani affari in Costa Rica del suo autista e di sua cognata.

Ma partiamo dalle parole del leader del Movimento Cinque Stelle (foto by Infophoto). “Vogliamo il 100% del Parlamento” ha detto in una intervista al magazine Time, perché quando i posti di Camera e Senato saranno occupati solo da eletti a Cinque Stelle “il movimento potrà anche sciogliersi” perché, spiega Grillo, “i cittadini saranno diventati lo Stato”. Il suo è un movimento, ha detto ancora, che ha saputo canalizzare la rabbia della popolazione e senza il quale si rischierebbero, come in Grecia, “violenze di piazza”. Nella sua lunga chiacchierata con il settimanale britannico, il comico genovese ha continuato a puntare il dito contro i giornalisti italiani “pagati per sputtanarci”.

I giornalisti italiani, intanto, indagano. Scoprendo, come hanno fatto quelli dell’Espresso nel numero in edicola oggi, un giro di 13 società intestate in Costa Rica all’autista di Beppe Grillo, il 43enne Walter Vezzoli, e alla cognata del politico per compiere investimenti e operazioni immobiliari, come la costruzione di un resort di lusso nel Paese americano. E anche la Rete si muove. Sui social network da alcuni giorni gira un discorso di Hitler che ricorda in maniera inquietante le parole del capo dei Cinque Stelle. “Mi hanno proposto un’alleanza ma loro sono morti! Non hanno capito di avere a che fare con qualcosa di completamente diverso da un partito politico” scriveva l’ideatore del nazismo. Ovviamente c’è anche chi si schiera in difesa, parlando di interpretazioni volutamente “artefatte” per assimilare Grillo al dittatore tedesco.

Intanto non si spegne l’eco delle polemiche per le parole pronunciate dalla capogruppo del M5S alla Camera, Roberta Lombardi, che qualche giorno fa aveva parlato di un Fascismo con “un altissimo senso dello Stato e della tutela della famiglia, almeno fino alla sua degenerazione”. E, contemporaneamente, non si spegne l’eco delle risate per i “chip micropelle” di cui ha parlato il neodeputato Paolo Bernini, che a Ballarò ha raccontato di come siamo tutti spiati e controllati attraverso i microchip sottopelle, cosa che il partito di Grillo si impegna, parole sempre di Bernini, a denunciare e combattere grazie alla collaborazione della Rete. La stessa che ora lo deride.