Un Enrico Letta in grande forma quello che si è presentato negli studi del programma tv “Otto e mezzo” condotto da Lilli Gruber su La7 per parlare del suo governo, di lavoro, di politica interna e di come la sua vita è cambiata dopo essere diventato premier.

Prima un bilancio dei suoi primi 40 giorni a Palazzo Chigi cercando di rassicurare sulla durata dell’esecutivo da lui presieduto, “Il governo durerà quattro anni e dieci mesi e arriverà alla fine di questa legislatura. Attenzione però, se non si faranno le riforme entro 18 mesi tutti a casa” ha dichiarato, e riguardo alla sua composizione, è un esecutivo nato dal compromesso tra due forze politiche contrapposte Pd e Pdl, “siamo alternativi e lo restiamo. Se faremo un buon lavoro, la democrazia italiana tornerà ad essere una buona democrazia” ha precisato.

Il lavoro è una priorità per il premier, “Il 14 giugno a Roma ci incontreremo per rilanciare il lavoro dei giovani con i governi tedesco, francese e spagnolo perché il vertice Ue di giugno possa aumentare l’occupazione per i giovani. A Roma metteremo a posto le proposte. Le vogliamo fare nel 2014 e non spalmate in 7 anni” e in riferimento ai dati sulla disoccupazione che indicano una una vera e propria emergenza per il governo, alla richiesta di lavoro che non c’è, Letta risponde: Il 38% dei giovani italiani che non studiano e non lavorano è una vergogna per il paese, dobbiamo anticipare le proposte comuni sul lavoro”. Davanti alla conduttrice anticipa anche il piano del governo su questo argomento: “già nell’esercizio 2013, ed è lo sforzo più difficile, vogliamo dare un segnale di defiscalizzazione e decontribuzione per le imprese che vogliono assumere i giovani. Lo vogliamo fare prima del Consiglio europeo”.

Le politiche di austerità create dalla Germania sono nel mirino del governo italiano e devono essere superate, “non faremo più debiti, ma senza una politica europea dei consumi e della crescita l’Europa rimane al palo. I tedeschi per primi lo devono capire, è chiaro a tutti che l’era della sola austerità non basta. Ma non vuol dire che si fa festa”.

Poi argomento tasse, Imu e aumento dell’Iva, “il 31 agosto è la data limite, stanno lavorando esperti e parlamentari, troveremo la soluzione migliore per il superamento dell’Imu e penso che la discussione sarà attenta, non sono in condizione di anticipare nulla, ci sono varie ipotesi in campo. Dipende tutto dalle coperture” ha precisato.
Sull’Ilva e il suo commissariamento il premier è chiaro: “non è un esproprio perché è una misura temporanea, e perché gli 8 miliardi della famiglia Riva con cui si paga il risanamento ambientale sono già stati bloccati dalla magistratura”.

A Enrico Letta vengono fatte anche domande sul suo partito, di cui era vice segretario, il Partito democratico. Su Matteo Renzi, che sembra intenzionato a candidarsi alla segreteria del Pd, tanto che in un’intervista al Corriere dice di non essere “un monello in cerca di poltrone e se il partito vuole si candiderà alle primarie”, per Enrico Letta il fiorentino potrebbe essere una risorsa “penso che possa fare bene il segretario del Pd così come lo fa bene Epifani, che sta dando una grande mano al Governo”. 

Il presidente del Consiglio sul tema giustizia e governo, precisa che il suo esecutivo non dipende dalle sorti giudiziarie di Silvio Berlusconi, “Penso che sbagli chi pensa che dipenda dagli esiti dei processi Berlusconi” e sulle sentenze all’ex premier “la magistratura è autonoma e farà le sue scelte”, ritornando al tema politico replica all’ex premier: “Un po’ forte” parlare delle larghe intese come della fine di una guerra civile, dopo che il leader del Pdl aveva dichiarato in un’intervista: “la guerra civile è finita, ora serve il presidenzialismo” scontrandosi con il sindaco di Firenze che ha prontamente replicato: “discussione longana dalla realtà, la priorità è la legge elettorale”.

Per concludere l’intervista anche i cambiamenti che ci sono stati nella sua vita da quando è a capo del governo, “da quando sono premier mi pesa non andare in giro in motorino”.