Matteo Renzi sempre più leader democratico. Il sindaco di Firenze, parlando con Fabio Fazio a “Che tempo che fa” (foto by Infophoto), ha dettato la linea al Pd. Sì all’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti politici e nuove primarie in caso di fallimento di un eventuale governo Bersani. Continua così la cavalcata dello sconfitto alle ultime primarie del suo partito, sempre più protagonista nonostante non abbia partecipato alla competizione elettorale.

“Se Bersani agli 8 punti aggiungesse l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti non farebbe alcun atto di demagogia ma di serietà”, ha detto Renzi, prendendo una posizione diversa da quella del Pd e lanciando una nuovo cavallo di battaglia rimasto assente nella campagna elettorale del segretario Pierluigi Bersani, come da più parti è stato sottolineato. Eliminare i rimborsi servirebbe, per il primo cittadino toscano, “a ristabilire una sintonia con il Paese”.

No a scambi di poltrone con Grillo per riuscire a formare un governo è stata la ferma presa di posizione di Renzi. “Sarebbe un errore cercare di acquisire il consenso del Movimento 5 stelle con uno scambio di poltrone così come sarebbe un errore considerare quello di Grillo un partito come tutti gli altri” ha sottolineato l’esponente Pd, mettendo in guardia il suo partito dalla tentazione di fare “scilipotismo” con il partito di Grillo. “Non vorrei che diventasse caccia al grillino – ha aggiunto – adotta un grillino che passa perché lo abbiamo contestato quando lo facevano altri”. Nessuna possibilità di accordo, invece, con il movimento di Silvio Berlusconi.

Nuove elezioni dietro l’angolo. “Tutto il Pd ha detto: vai avanti Bersani con gli otto punti. Io non sono molto ottimista ma spero che ce la faccia”, ha aggiunto il sindaco fiorentino, ribadendo ancora una volta il suo sostegno al segretario. Per aggiungere subito dopo, però, che “se non ci sarà il governo Bersani mi sembra naturale che sia giocoforza che si torni a votare”. “Prediligo qualsiasi soluzione che dia chiarezze: che siano le elezioni o un governo che faccia un piano sul lavoro e poi la legge elettorale” ha spiegato, aggiungendo che prima del voto sarebbe necessario svolgere anche “nuove primarie”, un tema “fondamentale”.