Enrico Letta (foto by InfoPhoto) gioisce: il suo Governo ha ottenuto la fiducia e, in contemporanea, ha visto la quasi totale eliminazione politica di un grande nemico come Silvio Berlusconi. E il Premier, parlando del Cavaliere, non usa mezzi termini: “Si è chiusa una stagione politica, mercoledì si sono chiusi vent’anni, in modo politico, con un confronto politico forte. Berlusconi ha chiesto che cadesse il governo e il Parlamento, in sintonia con il Paese, ha voluto che si continuasse. Ho preso un rischio, senza mediazioni, e in parlamento ho detto che si votasse. Avevo detto che non volevo governare ad ogni costo e così è successo”.

Parole forti, che però suscitano l’irritazione dell’altra parte politica di questa strana maggioranza, ovvero il Popolo delle Libertà: “Non accettiamo ingerenze da parte di nessuno”, ha commentato il segretario del Pdl, Angelino Alfano, il quale deve far fronte anche alle pressioni dei cosiddetti falchi del suo partito. A proposito, Daniela Santanché via twitter ha nuovamente infuocato il discorso politico: “Letta vuol decidere in casa Pdl. Brutto segno!”.

Letta, durante la giornata nella quale il suo Esecutivo ha ottenuto la fiducia, ha etichettato con un “grande” la scelta di Silvio Berlusconi di dire sì alla fiducia: “Perché ho detto grande? Ma perché tutto mi sarei aspettato tranne che una giravolta di quel tipo”. Poi si parla di scadenze politiche: “Nelle prossime settimane, nei prossimi mesi presenteremo una legge di stabilità e lavoreremo a mettere ordine nelle aliquote dell’Iva. Lo faremo tenendo conto dei problemi della finanza pubblica”. Infine una battuta sui tagli dei costi della politica, sulla legge sul finanziamento ai partiti e quant’altro: “L’autunno finisce il 21 dicembre – ha concluso Letta - ed entro quella data se il Parlamento non avrà varato l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti il governo varerà un decreto legge”.