Il governo Gentiloni incassa anche la fiducia in Senato. Dopo aver ottenuto il via libera dalla Camera dei Deputati, il nuovo governo convince anche i senatori: 169 sono stati i voti a favore della fiducia, 99 quelli contrari e nessun astenuto. Assenti dall’Aula, invece, Movimento Cinque Stelle, Lega Nord, Verdini e gli altri senatori di Ala. I grillini, prima di abbandonare il Senato, hanno lasciato una copia della Costituzione sui propri banchi.

L’esito del voto di fiducia sul governo Gentiloni è stato così privo di sorprese anche al Senato. Le ipotesi fatte prima del voto avevano pronosticato voti a favore che sarebbero andati da un minimo di 166 ad un massimo di 172. E alla fine il verdetto ha assicurato 169 voti a favore della fiducia.

Assenza in Aula di M5S e Lega Nord

Oltre ai grillini, dunque, a lasciare l’Aula prima del voto sono stati anche i senatori del Carroccio. Il capogruppo Centinaio, a tal proposito, ha ribadito la posizione della Lega post referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre: “È vero che un governo può restare in carica finché ha la maggioranza in entrambe le camere, ma è anche vero che la gente non vuole questo governo. L’esecutivo Gentiloni non doveva nemmeno nascere“.

Il discorso di Gentiloni prima del voto di fiducia

Prima del voto di fiducia, il neo Premier Paolo Gentiloni ha ovviamente tenuto il suo discorso in Aula. Il Primo Ministro ha dichiarato, fra le altre cose: “Non siamo innamorati della continuità, avevamo chiesto una maggiore convergenza, ma dalle forze politiche c’è stata indisponibilità. La presa d’atto di questa situazione ha spinto le forze che compongono la maggioranza a formare questo governo. Per responsabilità. Sarebbe stato più utile sottrarsi a questa responsabilità, ma il segno di questo governo è farsi carico di questa situazione. Chiedo fiducia al Senato e ho fiducia nel Senato perché abbiamo impegni immediati sui quali il governo è al lavoro: penso al sostegno al sistema bancario, all’emergenza terremoto e ricostruzione, su cui oggi pomeriggio ho la prima riunione. E l’impegno europeo di domani“.