Se non ci avessero annullato in media 5 voti a sezione avremmo vinto di oltre 250 mila voti“. Questa la convinzione di Silvio Berlusconi che, nel corso dell’incontro a villa Gernetto con gli eletti lombardi, ai quali annuncia di aver sempre avuto in mente di cambiare il nome del partito ritornando agli albori e cioè a Forza Italia, quindi ha espresso le sue idee relative al futuro politico del nostro Paese.

Il Pdl Rimane quindi in attesa delle direzioni del Pd, infatti il leader dichiara: «Aspettiamo di vedere che Bersani continui a prendere porte in faccia da Grillo, poi vediamo se il segretario del Pd è un leader e sa guidare i suoi o se li porta a sbattere».

Il prossimo 8 marzo Silvio Berlusconi incontrerà Mario Monti che lo scorso lunedì aveva inviato una lettera al Cavaliere, al leader del Pd Pier Luigi Bersani e Beppe Grillo per fissare una serie di incontri in vista del consiglio Ue del 14 marzo. Il Professore ha usato «Onorevole» per i primi due, e «signor» per il terzo, come richiesto dal regolamento dei Cinque Stelle che rifiutano l’appellativo di onorevole. Al momento non sarebbe stata definita, a quanto riferisce il Pd, la data del colloquio tra Bersani e il premier. Ancora non sarebbe arrivata una risposta, invece, da Beppe Grillo.

«Il 14 marzo prossimo – recita la lettera – avrà luogo a Bruxelles la riunione del Consiglio Europeo di primavera, dedicata alla discussione delle priorità per la politica economica dell’Unione Europea e degli Stati membri nel 2013. Il Consiglio farà inoltre il punto sui progressi compiuti nel percorso di completamento dell’Unione economica e monetaria e affronterà il tema delle relazioni strategiche tra l’Unione e la Russia. Compete al presidente del Consiglio in carica, ancorché limitatamente agli affari correnti, di rappresentare l’Italia a tale riunione. Poiché, data la particolare situazione attuale, non è possibile svolgere il preventivo scambio di opinioni con il Parlamento – prassi introdotta dal governo che ho l’onore di presiedere – riterrei opportuno supplirvi mediante incontri con ciascun leader delle coalizioni o forze politiche che sono rappresentate nel nuovo Parlamento».