Il resoconto di una giornata di un’Italia in cerca di Governo: Monti e Grillo non credono in Pd e Pdl, Pierluigi Bersani cerca di creare un programma che avrebbe dovuto far approvare un mese fa, mentre Berlusconi ghigna in un angolo aspettando di capire come comportarsi per “portare a casa la pagnotta”.

L’Italia non è ingovernabile, gli accordi sono possibili”. Così ha dichiarato Mario Monti dalla sede di Scelta Civica nel corso della prima conferenza stampa dopo il voto. «Credo che ci sia la difficoltà di trovare accordi tra le forze politiche, ma qui siamo nell’esclusiva competenza del presidente della Repubblica – precisa - è oggi minore del novembre 2011» (quando lui stesso divenne premier ndr) dice Monti. E aggiunge: «Oggi mi sembra ci sia interesse di molte forze politiche a esprimere il nome di un presidente del Consiglio, mentre allora no».

Pdl e pdmenoelle hanno più punti programmatici in comune tra loro di quanti non ne abbia il Partito democratico con il M5Stelle”. Lo afferma Beppe Grillo in un ultimo intervento sul suo blog firmato da un militante, Ernesto. Dalla Tav, agli F35, all’articolo 18, se ne contano in tutto dieci: “Ne hanno più loro in comune con quelli che Bersani con il M5S. Non per niente hanno governato per un anno e più insieme“.

Bersani controbatte sull’account ufficiale del Pd, @pdnetwork: “il blog @beppe_grillo pubblica falsità su posizioni pd. Un modo per scappare. Ecco le nostre proposte: su queste cosa dite?”. Segue il link al sito del pd dove sono elencati gli ‘otto punti programmatici’ illustrati in mattinata e approvati nel pomeriggio dall’intero partito.