Giornata cruciale per il Partito Democratico che tra poche ore, alle 10 e  in diretta streaming sul web, aprirà la sua Direzione nazionale per fare il punto sul dopo elezioni. Pierluigi Bersani (foto by Infophoto) si presenterà davanti al parlamentino del partito per esporre, dicono i rumors, gli 8 punti del programma che a nome della coalizione vincitrice esporrà davanti alle Camere nel caso ricevesse l’incarico dal presidente Napolitano per formare l’esecutivo. Cinque Stelle permettendo.

Esclusa infatti l’ipotesi di un governissimo Pd-Pdl, l’unica speranza resta quella di ottenere la fiducia degli esponenti del Movimento di  Beppe Grillo. Alla riunione sarà presente anche Matteo Renzi, reduce dall’incontro di ieri con il premier uscente Mario Monti. Sebbene le indiscrezioni su un suo futuro incarico nel governo o comunque nel partito si sprechino, il sindaco di Firenze continua a negare. Ieri sera, a Ballarò, ha ripetuto di volerci essere ma solo quando sarà il suo turno. E ha dato, ancora una volta, il suo sostegno alla linea politica del segretario Bersani.

Un assist è arrivato anche dal leader di Sel, Nichi Vendola, che ha incoraggiato il leader Pd a presentare “un programma e una squadra che devono stupire”. Ma nel caso il tentativo di Bersani non dovesse andare a buon fine, due sono le ipotesi: un governo scelto da Napolitano, con esponenti di rilievo esterni alla politica, come vorrebbero i Cinque Stelle, oppure la restituzione della parola agli elettori. Gli esponenti del Partito Democratico sono divisi tra una soluzione e l’altra.  Di sicuro la strada è in salita, ma di un’alleanza con il centrodestra di Silvio Berlusconi, almeno per ora, nessuno vuole parlare.