Con il decreto “del fare“, oggi in Consiglio dei ministri, il governo punta a rilanciare la crescita e lo sviluppo alleggerendo allo stesso tempo la burocrazia.

Previsto un taglio alle bollette elettriche a cittadini e imprese di oltre 500 milioni di euro l’anno, riducendo oneri impropri e rendite, multe ai funzionari pubblici per ogni giorno di ritardo in atti e procedure, e addio ai certificati di sana e robusta costituzione.

Ad annunciare il provvedimento il ministro dello Sviluppo economico, il più volte contestato per i suoi niet al blocco dell’aumento dell’Iva, Flavio Zanonato, ad Ancona dove ha partecipato al Forum economico Emirati-Italia. “Nel prossimo decreto legge faremo alcune cose importanti e concrete per dare fiducia all’economia e invertire le aspettative sul ciclo economico. Ci concentreremo nel riattivare il circuito del credito a favore degli investimenti delle imprese e sulla riduzione delle bollette elettriche” ha dichiarato il ministro.

La notizia principale è il taglio da 500 milioni all’anno per le bollette elettriche di cittadini e aziende, riducendo oneri impropri e rendite.

Poi un pacchetto dedicato alle piccole e medie imprese, misure per “allentare le difficili condizioni di accesso al credito e riattivare un canale di finanza agevolata”. Verrà rafforzato il fondo centrale di garanzia consentendo di attivare credito aggiuntivo per circa 50 miliardi in tre anni.

“Ci saranno 5 miliardi di risorse disponibili, grazie alla provvista della Cassa depositi e prestiti, ad un tasso dimezzato rispetto a quello di mercato per sostenere quelle imprese che vogliono acquistare nuovi macchinari, fino a 2 milioni di investimenti ad azienda” ha continuato il ministro.

Verranno infine rifinanziati con 150 milioni “almeno 20 importanti progetti di investimento nel Centro-Nord”, superiori ai 30 milioni di euro (tra fondi pubblici e privati), con lo strumento dei contratti di sviluppo.

L’opera governativa prevederebbe anche lo stop al pignoramento sulla prima casa e la riscossione coattiva di Equitalia solo per debiti fiscali superiori a 50mila euro, fino alla pignorabilità di un quinto e non oltre dei beni dell’imprenditore. 

Sarà fatto sparire il certificato di sana e robusta costituzione, che assieme a quello di idoneità, in tutti i casi di assunzioni nel pubblico e privato impiego. Un risparmio, calcolano al ministero della Sanità, di decine di migliaia di “carte” all’anno.

Allo studio invece la norma che prevede il commissariamento di quegli enti locali che non attuano i progetti cofinanziati con fondi europei, li usano con ritardo o li sottoutilizzano.