Silvio Berlusconi non usa mezzi termini, fa la voce grossa e annuncia il possibile passo indietro del Pdl, qualora non venisse rimossa l’Imu: “Se non viene tolta noi non ci stiamo più a fare questo Governo”. Alfano d’accordo, ma la paura che tutto possa saltare dovrebbe far passare l’idea del blocco dell’Imu.

La rimozione della tassa sulla casa era stata inserita nel discorso programmatico del premier Enrico Letta, ma ora diventa un vero e proprio boomerang che potrebbe portare al caos. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, martedì mattina aveva precisato: “Quella annunciata ieri dal premier è solo una proroga della rata di giugno”. Subito l’insurrezione del Pdl, con il senatore Altero Matteoli che chiede al governo chiarimenti. Interviene il ministro per gli Affari regionali Graziano Delrio che precisa: “La rata di giugno verrà sospesa in attesa di un nuovo regime che possa aiutare le famiglie meno abbienti”.

Frase che ha di fatto scatenato Silvio Berlusconi: “Se non c’è la cancellazione dell’Imu, non ci stiamo. Non sosterremmo un governo che non attua queste misure né lo sosterremmo dall’esterno. Abbiamo preso un impegno con gli elettori e vogliamo mantenerlo”. Poi si autoelogia e si fa avanti: “Mi vedo bene alla presidenza della Convenzione per le Riforme”.

Lungo il coro di coloro che appoggiano l’idea del Cavaliere: da Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl, alla senatrice Anna Maria Bernini. A cancellare qualsiasi dubbio a riguardo ci ha pensato poi il ministro dell’Interno, Angelino Alfano: “Sull’Imu non c’è mai stato alcun dubbio da chiarire. C’è un fatto oggettivo: a giugno i cittadini non pagheranno. L’Imu sulla prima casa non si pagherà a giugno né più avanti”. E ora, cosa accadrà?