Il primo scoglio è stato superato: il governo di Enrico Letta ha ricevuto questa sera la fiducia dalla Camera e non ci sono elementi per far pensare che anche domani in Senato non ci sia un esito analogo. Questo è l’esito della votazione: presenti 623, votanti 606, maggioranza richiesta 304; sì 453, no 153, astenuti 17.

Durante la discussione in aula seguita al discorso del presidente del Consiglio tenuto nel pomeriggio, i rappresentanti delle varie forze politiche hanno confermato le rispettive posizioni. L’unica leggera variante è data dalla Lega Nord, che ha deciso di astenersi invece di votare contro. L’esecutivo verrà quindi sostenuto da Pd, Pdl e Scelta civica. Contrari Movimento 5 stelle, Sel e Fratelli d’Italia.

L’unico momento di vero scontro con toni esageratamente sopra le righe si è avuto durante l’intervento del Movimento 5 stelle. Parlava il deputato Andrea Colletti, ma era esattamente come se fosse Beppe Grillo. Queste le parole del parlamentare grillino: “Presidente Letta, visto il ministro dell’Interno scelto o che gli è stato imposto (Alfano, ndr) sembra il governo della trattativa Stato-mafia, il governo del bavaglio alla magistratura. Questo è il governo del salvacondotto a Berlusconi. Questo governo odora di democristianità, odora di intrecci di comitati di affari quali Comunione e liberazione e la Compagnia delle opere”. Colletti ha proseguito nell’invettiva, andando ben oltre tema, modi e tempi, interrotto tardivamente dal vicepresidente Luigi De Maio, suo collega di partito, che presiedeva in quel momento l’assemblea. Questa volta Colletti ha parlato direttamente contro il presidente del Consiglio: “Lei è nipote di Gianni Letta, braccio destro di Berlusconi, amnistiato per finanziamento illecito dei partiti, indagato da vare procure d’Italia, tipico intreccio familistico del potere in Italia. Siete come vernice sulla parete ammuffita”. Sia dai banchi del Pd che di quelli del Pdl sono arrivate proteste verso De Maio, per non aver interrotto il suo collega grillino.