C’è tensione in questa strana maggioranza che sta tenendo in pieni un altrettanto strano Governo guidato da Enrico Letta. Soggetto della contesa, ovviamente, l’Imu: per il Partito delle Libertà la tassa va tolta, mentre Mario Monti e il Partito Democratico etichettano come “ricatto” il discorso legato alla tassa sugli immobili.

D’altronde la presa di posizione di sabato di Silvio Berlusconi era stata chiara: “Mai più Imu sulla prima casa, il no è decisivo per mantenere un patto con il governo”. Nel discorso è entrato anche Mario Monti: “Un’interruzione dell’opera del Governo Letta recherebbe danni gravi alla situazione economica e sociale del Paese, oltre che seri rischi per l’Eurozona – ha detto il presidente di Scelta Civica – se poi una crisi di governo dovesse portare ad elezioni anticipate, il cumulo di macerie seppellirebbe in ugual misura vincitori, sconfitti e tutti i cittadini, compresi quelli ai quali si vorrebbe fra credere che si è arrivati alla rottura per tener fede alla promessa di liberarli dall’Imu”.

Il monito di Monti arriva dopo le parole di Guglielmo Epifani che aveva sollecitato Berlusconi ad andarsene. Contro il duo si alza il muro di Renato Brunetta, che guida i deputati del Pdl: “Nessun ricatto sarà accettato dal Pd – dice – rassicuro gli italiani: l’Imu sulla prima casa e sui terreni agricoli non si pagherà più, né in questo 2013 né per gli anni a venire. Sono certo che il presidente Letta manterrà gli impegni. Sarà il Popolo della libertà a ricordargli gli impegni presi in sede di formazione del governo. Noi lavoreremo per questo risultato”.