Enrico Letta non entra nel confronto congressuale interno al Pd, non sollecita e non sostiene piattaforme e posizioni programmatiche. E’ quanto si sottolinea in ambienti di Palazzo Chigi secondo cui il presidente del Consiglio è sicuro che tutto il partito continuerà a dare un appoggio forte e convinto al governo. Intanto, come riporta il Corriere della Sera, i ministri del Pdl hanno concordato una posizione comune: “Un conto è Silvio Berlusconi, che detta la linea politica e rispetto a cui noi saremo leali sempre. Altra cosa sono le posizioni di Daniela Santanché, dalla quale non prendiamo ordini”.

Una provocazione, quella della deputata del Pdl (foto by InfoPhoto), in cui aveva messo a verbale la sua preferenza per Monti rispetto all’attuale inquilino del Quirinale rimarcando: “Il Partito democratico ci odia, ma sono attaccati alle poltrone”. La sintesi del messaggio recapitato telefonicamente ad Arcore è questa: «d’ora in poi le colombe» non accetteranno «al buio» che la nuova Forza Italia venga «consegnata chiavi in mano”. In questo caso alla Santanché. Ora i ministri del Pdl chiedono a Berlusconi che si faccia «chiarezza».

La rottura all’interno cel PdL potrebbe materializzarsi ma Marco Meloni, uno dei deputati più vicini al Cav, dice: “La forza di Berlusconi sono sempre stati i suoi voti. Ma questi voti, adesso, ce li ha anche perché sostiene un esecutivo che prova a portare il Paese fuori dai guai. Se prova a staccare la spina, un pezzo di elettorato si staccherà da lui”. Le maggiori preoccupazioni del Pdl sono nei renziani che proveranno a fare di tutto per mettere sul piatto le nuove elezioni.